Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: febbraio 2011

 Firenze 26 febbraio 2011 

 Il tema malattia mi tocca sotto molteplici aspetti: il lavoro, essendo infermiera; come familiare e come malata.

Sono questi giorni particolarmente significativi per me: esattamente cinque anni fa, in questo periodo, avevo iniziato radio e chemioterapia dopo intervento sulla mammella per carcinoma, avevo già perso peli e capelli…non sapevo, allora, quanto tempo avrei avuto da vivere. Come ho scritto nel mio libro “Mani sul mio corpo” il tempo allora era scandito dal ritmo e dal calendario delle chemioterapie e dei controlli; la prospettiva più a lungo termine mi era preclusa, era necessario, opportuno e più salutare vivere momento per momento quello che avveniva, con il desiderio sempre presente di andare avanti per vederne e capirne la fine.
5 anni è il tempo che il mondo medico scientifico dà per una presunta guarigione da cancro al seno. Preferisco parlare di remissione, dato che non c’è certezza della totale guarigione, dato che ho incontrato diverse donne con recidive dopo i 5 anni, dato che comunque il carcinoma lascia la sua impronta e le conseguenze delle terapie effettuate per curarlo.
5 anni dopo, adesso, sono ancora qui, godendo dei progressi delle mie figlie che hanno raggiunto i loro traguardi universitari con successo e continuano il loro percorso di vita, nonostante la prova del cancro che insieme abbiamo vissuto e attraversato.

 

Ho pubblicato un libro che non è un classico successo editoriale, ma funziona soprattutto come passaparola ed è di aiuto e di sollievo per chi è attraversato o attraversa la malattia.Mi sono sposata con Claudio, conosciuto dopo il carcinoma, superando i limiti e le difficoltà di progettare una vita insieme quando la malattia ha già minato e reso fragile il tempo della vita stessa, con un corpo diverso ed una sessualità messa a tacere per le terapie e la paura di cambiamenti indefiniti fino alla riscoperta del proprio corpo, grazie alla presenza di una persona che attraverso il suo amore accetta comunque quello che ha tra le mani e accanto a sé, per il tempo che sarà concesso.

Ho ancora la mia attività lavorativa, la cui soddisfazione è data dal grazie e dal riconoscimento che gli allievi mi donano al termine del per-corso fatto insieme.

Credo sempre più che la forza delle donne nell’attraversare e andare oltre situazioni complesse, derivi dall’essere abitate sin dalla nascita dalla Terra Madre e dalle sue stagioni.
La donna sa accettare i cambiamenti che avvengono periodicamente dentro di sé e nel suo corpo, si prepara periodicamente ad accogliere la vita, talvolta feconda, il più delle volte la perde. E come accoglie la vita, accoglie tutto ciò che sta dentro di essa, la gioia il dolore il sorriso la malattia la forza la morte.

Come portatrice e contenitrice di vita, la donna è anche portatrice e contenitrice di morte, sa che facendo nascere una vita la prepara alla morte.

In questo senso, la forza della donna aiuta ad attraversare anche la malattia oltre a tutte le peripezie che la vita propone e impone.

Come donne, sappiamo stare dentro alle stagioni della vita e della natura, dentro i cambiamenti che le stagioni portano. È questa la nostra forza che ci fa andare avanti, insieme alla natura e alla Terra Madre che ci nutre e sostiene.



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