Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: dicembre 2012

imagesmafaldaper un sereno e pieno di emozioni 2013
 

En estos días “debemos despedirnos de lo que ha minado nuestras vidas, de la inconsciencia y de los condicionamientos que enjaulan el poder de nuestras mentes, las cuales son altamente creadoras. Recibamos el “tiempo para dejar atrás el subdesarrollo afectivo que nos hace egoístas, intolerantes, irrespetuosos, ingratos y crueles. Es hora de despojarnos del miedo a vivir con plenitud, con total poder”.

Popol Vuh

In questi giorni dobbiamo dire addio a ciò che ha minato le nostre vite, all’incoscienza e ai condizionamenti che ingabbiano il potere delle nostre menti, le quali sono altamente creatrici. Cogliamo il tempo per lasciare indietro il sottosviluppo affettivo che ci rende egoisti, intolleranti, irrispettosi, ingrati e crudeli. 

E’  ora di spogliarci della paura di vivere con pienezza, con totale potere.

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imagesCAJ2ME71Sette anni

 

 

Il 2012 sta per chiudersi.

Con lui termina il mio ottavo settennato. Dicono che la vita è composta da cicli di sette anni, alcuni pianeti importanti, lenti impiegano sette anni per spostarsi da una casa all’altra (se le mie esilissime cognizioni di astrologia sono esatte); mia madre scriveva che il numero 7 mi avrebbe portato fortuna, in uno dei suoi ultimi tremolanti biglietti di auguri nel 2007.

Quest’ultimo settennato, dal 2005 al 2012, è quello probabilmente più denso di avvenimenti nella mia vita. Ho attraversato numerose vicissitudini: cominciando con il cancro, diagnosticato nel 2005 e curato intensivamente fino al 2006. La sua narrazione è edita nel 2008 nel libro “Mani sul mio corpo. Diario di una malata di cancro”. La vita ha proseguito comunque il suo percorso, nel lavoro, all’interno della famiglia, stando vicina alle mie figlie che hanno proseguito il loro percorso di maturità e raggiungimento dei risultati personali: Irene conseguendo la laurea triennale nel 2008 e la specialistica nel 2011, lavorando con contratto a tempo indeterminato (da tenere stretto tra le mani dati i tempi che corrono…!), prendendosi nelle mani la propria vita e indipendenza, fisica ed economica. Elena espatriata in Germania dove ha conseguito la laurea triennale nel 2010 e continua gli studi sulla danza a Dresda.

Nel 2009 pubblico la raccolta di poesie “Nell’utero della tua sofferenza”.

Nel 2010 il matrimonio con Claudio il 18 agosto. La vita di mia madre comincia la sua discesa per concludersi con la sua morte il 7 settembre 2011.

La morte di mia madre arriva come una gomma che sembra o vorrebbe cancellare tutto il mio passato, uno spartiacque tra il prima e il dopo. Donna intelligente, sensibile, di cultura, devastata dalla sofferenza mentale e da un carattere complesso che hanno reso difficili e talvolta impossibili i rapporti con le persone, anche quelle più vicine, è stata da me odiata amata, presa in carico e seguita per gran parte della mia vita, influenzandola notevolmente. La sua morte mi ha messo in crisi, ha rimesso in discussione la mia vita, coinvolgendo le persone che hanno vissuto insieme a me gli ultimi anni, soprattutto mio marito, ultimo entrato nella mia vita affettiva. E purtroppo il primo ad uscirne, nel lutto per mia madre. Prevale in me adesso il bisogno di raccoglimento, di silenzio, di ricostruire e ridare un senso alla mia vita, orfana di madre, ma fortunatamente ricca di affetti: figlie, amiche, familiari e parenti stretti. Qualsiasi scelta abbia fatto soprattutto in questi ultimi sette anni è stata sempre dettata dall’amore, cercando di dare il meglio di me stessa, con lealtà e coerenza. Gli errori possono esserci stati, come ci sono in tutte le vite che vengono vissute e chiedo scusa per il male non voluto che posso aver generato.

È del 2012 la pubblicazione della raccolta di poesie dedicata all’ultimo anno di vita di mia madre “Nel tempo dell’attesa. Incontro poetico di fine vita”, oltre alla collaborazione con Laborcare.it e il suo journal e con l’Istituto di Yoga di Firenze, attraverso la stesura di articoli, recensioni, sintesi di articoli.

Volgendo perciò indietro lo sguardo a questi sette anni trascorsi, c’è solo da dire che sono stati veramente pieni di avvenimenti, impegnativi emotivamente e fisicamente. I prossimi sette saranno di preparazione alla vecchiaia, passando per il pensionamento dal lavoro, attraverso la ripresa di altri interessi, magari qualche nipotino con cui stare, giocare, tornare un po’ bambini…e la serenità, la pace con sé stessi e con gli altri, la cui ricerca è sempre in movimento, attiva.

Per me il 2013 inizia con il bisogno di raccoglimento, di silenzio, di tempo lasciato al tempo per raccogliere nuove forze per superare altri attraversamenti della vita, altri ponti verso nuove sponde.

Auguro perciò a tutti un sereno e luminoso 2013, che le forze interiori ci accompagnino nel nostro cammino personale e universale.

 

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