Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: giugno 2013

bimbi sole 

Dalla cenere

custodita nell’urna

sparsa al vento

disciolta nell’acqua

perchè torni alla Terra Madre

grembo che tutti noi ha generato;

 

dagli sguardi dei bambini

che penetrano

interrogativi in noi;

 

dall’amore

che lascia andare,

per amore,

e non trattiene a sé;

                                                                           imagesCAUSBY24             

dal pane condiviso

che ogni giorno porgiamo

alla madre,

al padre,

al figlio,

al partner,

all’Altro;

 

dal suolo che quotidianamente

con passi familiari

appena percettibili

calpestiamo inconsapevolmente;

 

dal gesto umile

che muove

e in – con – tra

                                    l’Altro,

prossimo a noi;

 

dal piccolo mondo

che ci abita

e che abitiamo,

 

ricominciare

mantenendo vivo

il fuoco

che il tedoforo

porta nel mondo,

fiamma della eterna

ara pacis.

16 giugno 2013bimbi giocamondo

 

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L’odore della carne,

della mia carne,

che brucia

mi arriva alle narici

a folate

portate dal vento

e nell’andare

e venire

della mia coscienza.

Tra il fumo

vedo un’ombra

la sua sagoma,

il mio fidanzatino.

O quel che resta

di lui.

 

Siamo,

eravamo giovani

una vita davanti,

ora è già dietro,

passata

le parole sono volate

 

solo quindici anni

 

una fiamma

si alza

 

un dolore lancinante

nel mio sentimento

sulla mia pelle

 

è andato

sta andando tutto in fumo

 

il primo bacio

il batticuore

quando l’ho rivisto

le sue mani sul mio viso

 

e poi la voce

che si alza

insieme alle mani

qualcosa brilla al sole

la lama di un coltello.

 

Le mie braccia si alzano

in segno di resa

in segno di protezione

del mio corpo

della mia vita.

 

Non può essere

che il suo sguardo

dolce innamorato

si sia all’improvviso

mutato in occhi omicidi

– femminicidi –

 

solo quindici anni

 

il sangue scorre

 

l’odore di benzina

sui miei vestiti

 

è fredda la benzina

ho freddo

 

riscaldami

 

solo quindici anni

 

e poi il click

la fiamma

 

una torcia

 

l’odore acre

della carne,

la mia carne,

che brucia

 

sono io

 

solo quindici anni

 

mi lascia qui

 

è tutto un fumo

è tutto nero

 

tutto andato in fumo

 

i miei quindici anni

 

la mia vita.

 

  Sono l’ennesimo femminicidio

la numero 33, forse,

 

e ho solo quindici anni.

 

Sono diventata un numero

una vita bruciata

 

ma avevo solo quindici anni

ero una donna in nuce

 

ero luce

nella mia famiglia

nel mio mondo.

 

Sono diventata la numero 33,

forse,

 

carbone ardente

 

ormai spento

 

per sempre.

 

 

 giugno 2013