Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: dicembre 2013

Alle persone che amo,  alle quali voglio bene,  che attraversano l’oscurità della notte per arrivare all’alba e  per le quali “non sapendo quando arriverà l’aurora, apro ogni porta” (Emily Dickinson)

auguri per un chiaro 2014

 

Lo spiraglio dell’alba

respira con la tua bocca

in fondo alle vie vuote.

Luce grigia i tuoi occhi,

dolci gocce dell’alba

sulle colline scure.

Il tuo passo e il tuo fiato

come il vento dell’alba

sommergono le case.

La città abbrividisce,

odorano le pietre –

sei la vita, il risveglio.

 

Stella sperduta

nella luce dell’alba,

cigolìo della brezza,

tepore, respiro –

è finita la notte.

 

Sei la luce e il mattino.

 

Cesare Pavese, 20 marzo 1950

 

 

 

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                             tanti auguri abbracciosi per tutti

                               …basta aprire qui sotto…

                                             auguri2014


credi che l’amore
ogni volta che di nuovo
ti innamori
sia un altro
più sublime
del trascorso;
cosa ha di diverso?
tu? lei? lui?

le parole pronunciate
lo sguardo sotto la luna
il bacio
l’abbraccio
sono gli stessi di sempre,
li senti ancora sulla tua pelle,
impigliarsi tra i capelli,
li vedi sprofondare nei tuoi occhi.

Sembrano altri
eppure…

Qualsiasi amore rinasca
per qualsiasi persona
tu ti innamori
porta con sè
una sola, unica,
sempre uguale richiesta:
riconoscimi,
abbracciami,
lasciami andare
per ciò che sono
e nulla più.

Quando riaffiora
ti fa credere di essere
nuovamente innamorato.

Ma qual è l’amore?

quello che ti tiene
in tensione
verso la tua profondità,
luce ed ombra,

o quello che

-un bagliore accecante-

nell’innamoramento
nell’abbraccio
nello sguardo sotto la luna
ti tiene stretto a sè?

E le parole
il vuoto dentro
lo sguardo
l’abbraccio
ti abiteranno
per tutta la vita
finchè desiderio amorevole
dimora in te.


Si può nominare il cancro, malattia che ancora è evocatrice di morte; molte persone sono/sono state attraversate dal cancro e sono in remissione.
Ma r-esistono, sono mescolate nella folla, in-visibili se non si manifestano ma portatrici e donatrici della loro vitalità.

Io sono una di quelle persone: da otto anni ogni giorno accendo una candela, adesso sotto le foto dei miei genitori che mi hanno donato la vita che, mi auguro, custodisco nella sua preziosità, mantenendo viva la luce della curiosità per i giorni ancora concessi.

Si può, si deve, si vuole testimoniare:

http://camdenrosie.wordpress.com/2013/12/03/scriverne-fa-bene-a-piu-libri-piu-liberi/

cop

Non sapendo quando arriverà l’aurora, apro ogni porta
Emily Dickinson