Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: novembre 2014

5 sono state le presentazioni dell’ultimo mio libro “Quel che non sai. Figlia e madre nella sofferenza psichica”; ognuna ha toccato un tema presente nel libro

16 aprile, Collegio Infermieri Firenze: tema centrale, etica del fine vita e direttive anticipate, in particolare in una persona con sofferenza psichica

11 settembre, biblioteca Chiarugi ex manicomio S.Salvi Firenze: stare nella relazione con una persona con sofferenza psichica

17 settembre, CasAurora Firenze, all’interno della Campagna 7 della Chiesa Avventista contro le violenze e gli abusi nei bambini, il trauma nel bambino

9 ottobre, Convegno Le parole ritrovate Trento, testimonianze in diretta di persone con sofferenza psichica e familiari

28 novembre, circolo Affratellamento Firenze, la relazione madre figlia, diventare donna e madre con una madre con sofferenza psichicacopertina quel

Grazie a tutti coloro che hanno donato il loro impegno e presenza per organizzare e realizzare le presentazioni; grazie ai partecipanti e alle emozioni di tutti.

 

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l’assenza

ispira parole

per rievocare

la presenza

e non lasciarsi inghiottire

dal vuoto

che ci attraversa.

 

 

 

quando una persona

non è più

i suoi oggetti

restano sospesi nell’aria

disanimati

in attesa

di un nuovo soffio vitale.

Sarà allora

una mano compassionevole,

li accarezzerà

insufflando

il soffio

perché ritrovino pace.

Così è

che la persona sia morta

o viva,

i suoi oggetti

abitano poi

un’altra vita.


a coloro che hanno iniziato e/o concluso la loro vita nel mese novembrino

 

cos’è la morte?

un corpo ormai esanime

 davanti allo sguardo,

immobile,

sembra che l’anima,

tutto ciò era racchiuso

e rappresentato nel corpo

sia scomparso.

E invece

quando il corpo

il respiro

lo sguardo

non è più alla nostra presenza

tutto ciò che esso racchiudeva

si ripresenta alla mente

immagini

odori

emozioni

ricordi

che scorrono

come pellicola di un film

ogni tanto si rompe

si interrompe

e poi riprende

e l’anima con il tempo

s’acqueta

impara a convivere con l’assenza

la mancanza

il vuoto

e al tempo stesso

con tutto ciò che ha colmato

la storia reciproca

e i passi percorsi insieme.

Non piangere

non disperarsi

perchè quel che di più profondo

è stato

torna e rimane.

A ondate, a folate

ma torna e rimane.