Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: gennaio 2015

è notte, mi sveglio all’improvviso, il sonno interrotto.

Il pensiero che i bambini, gli adolescenti e negli ultimi giorni, almeno tre bambine siano state fatte saltare in aria per distruggere vite, mi attanaglia l’anima, il cuore e mi tiene sveglia.

Nell’incapacità totale di fare qualcosa perché l’orrore cessi, uso il mezzo che posso: le parole, le mie forse inutili parole, per ricordarle, per ricordarci che anche noi siamo responsabili di ciò che accade, soprattutto delle giovani vite distrutte, violate per spezzare il futuro.

 

Il gioco inizia:

le mani leggere, carezzevoli

sfiorano il corpo,

credi sia amicizia

affetto;

 

vestono abiti nuovi

colorati;

 

poi velocemente

con durezza

cingono la tua vita

con una fascia.

 

E’ pesante

fatichi a camminare

ma le mani

ti spingono avanti

e devi andare.

 

Venduta per disperazione

dalla tua famiglia

o rapita

o già orfana

per la guerra maledetta

ti avvii;

 

lo sai che stai per saltare in aria?

oppure pensi ancora ad un gioco?

Sei in mezzo alla gente

 

povera disperata come te

 

forse sorridi

forse scherzi

o forse non sai più come si fa

ormai da tanto tempo.

 

Poi

la tua vita

salta in aria

 

Distrutta

 

insieme a quella

di tanti altri.

 

Perdono.

Per l’incapacità di esserti vicino.

Perdono.

Per la tua giovane

femminile vita

distrutta.

 

E non voglio usare-abusare immagini che lacerano alla vista perché solo il cuore e l’anima devono avere occhi di fronte a tanta efferatezza e scolpire dentro di sé l’orrore per farsene carico e cominciare a contrastarlo. Anche con il pensiero, anche con le parole. Per il futuro che viene estirpato così prima ancora che metta saldi radici.

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Ultimo giorno di queste festività 2014 – 2015,

alle quali, volenti o nolenti, siamo presi nell’ingranaggio.

Per tanti anni sono stati giorni cupi,

nonostante le luci e la apparente gioia che tutti, o quasi, cercavano di esternare.

Quest’anno sono scivolata sopra ai giorni, senza niente di programmato né pensato, desiderato, lasciando che accadesse quello che accadeva e abitando l’accaduto.

Così le ore sono trascorse nella serenità

(la virtù necessaria per affrontare la vita,

come mi ha augurato oltre le circostanze rituali un carissimo amico),

rifocillanti affetto

(come ha scritto un parente strettissimo);

pacatezza e tranquillità hanno condito i pasti condivisi con amici e con tutti i figli, impregnando gli incontri

di leggerezza,  vicinanza,  serenità,  complicità.

E ripensando al 2014 appena passato,

tante emozioni mi hanno attraversato e impegnato:

prima fra tutte la pubblicazione del libro

Quel che non sai, figlia e madre nella sofferenza psichica

e le 5 presentazioni che ho fatto;

la famiglia sempre più presente e vicina

che percorre la sua strada,

ognuno seguendo le proprie orme;

l’amicizia sempre ricca di scambi, di incontri, di stimoli;

la possibilità di servire chi chiede

di essere ascoltato e sostenuto

quando cade o è prossimo a cadere.

Tutto ciò mi è stato consegnato nel 2014,

adesso lo custodisco come dono prezioso –

nutrimento e fonte di crescita nel 2015.

 

Luminoso anno a tutti!

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