è notte, mi sveglio all’improvviso, il sonno interrotto.

Il pensiero che i bambini, gli adolescenti e negli ultimi giorni, almeno tre bambine siano state fatte saltare in aria per distruggere vite, mi attanaglia l’anima, il cuore e mi tiene sveglia.

Nell’incapacità totale di fare qualcosa perché l’orrore cessi, uso il mezzo che posso: le parole, le mie forse inutili parole, per ricordarle, per ricordarci che anche noi siamo responsabili di ciò che accade, soprattutto delle giovani vite distrutte, violate per spezzare il futuro.

 

Il gioco inizia:

le mani leggere, carezzevoli

sfiorano il corpo,

credi sia amicizia

affetto;

 

vestono abiti nuovi

colorati;

 

poi velocemente

con durezza

cingono la tua vita

con una fascia.

 

E’ pesante

fatichi a camminare

ma le mani

ti spingono avanti

e devi andare.

 

Venduta per disperazione

dalla tua famiglia

o rapita

o già orfana

per la guerra maledetta

ti avvii;

 

lo sai che stai per saltare in aria?

oppure pensi ancora ad un gioco?

Sei in mezzo alla gente

 

povera disperata come te

 

forse sorridi

forse scherzi

o forse non sai più come si fa

ormai da tanto tempo.

 

Poi

la tua vita

salta in aria

 

Distrutta

 

insieme a quella

di tanti altri.

 

Perdono.

Per l’incapacità di esserti vicino.

Perdono.

Per la tua giovane

femminile vita

distrutta.

 

E non voglio usare-abusare immagini che lacerano alla vista perché solo il cuore e l’anima devono avere occhi di fronte a tanta efferatezza e scolpire dentro di sé l’orrore per farsene carico e cominciare a contrastarlo. Anche con il pensiero, anche con le parole. Per il futuro che viene estirpato così prima ancora che metta saldi radici.