Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: agosto 2015

mamma poetto giovane

Oggi, quattro anni fa, mi hai guardato per l’ultima volta.

Poi hai girato la testa dall’altra parte.

Hai cominciato a distaccarti definitivamente da questa vita terrena.

Non hai più detto una parola.

Sei scivolata via, come  volevi.

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grandine 1

Caddero ovunque.

Con rumore.

Lacrime

come chicchi di grandine

sferzanti l’aria.

Cessarono.

Poi il silenzio.

E il sorriso

aprì il volto

come arcobaleno

in cielo.

arcobaleno acqua


Agli occhi degli uomini egli cade, e anche ai propri.

Cade dal suo luogo altolocato, incespica nel proprio successo.

Cade verso di te, cade per conoscerti.

Che cosa triste, dicono.

Guarda la sua rovina, dicono quelli che gli stanno alle calcagna.

Ma egli cade raggiante verso la luce verso la quale cade.

Gli altri non possono vedere chi lo sostiene mentre cade, né come cambia il suo cadere, e lui stesso è sbalordito finchè dal suo cuore non sgorga una benedizione verso colui che lo sostiene nella caduta.

E nel cadere ode il proprio cuore urlare, il cuore gli spiega perché stia cadendo, perché doveva cadere, così che egli si abbandona alla caduta.

Benedetto sii tu, sostegno di colui che cade.

Egli cade nel cielo, cade nella luce, nessuno può fargli del male mentre cade.

Benedetto sii tu, scudo di colui che cade.

Avvolto nella sua caduta, nascosto nella sua caduta, egli trova il proprio posto, viene accolto.

Coi capelli scompigliati e gli abiti strappati dal vento, egli è sorretto, confortato, ed entra nel luogo della sua caduta.

Benedetto sii tu, abbraccio di colui che cade, fondamenta della luce, signore del caso fortuito che è l’essere umano.

da Il libro della misericordia, di Leonard Cohen, Minimun fax 2013