Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: dicembre 2015

Sarà solo

silenzio,

prenderà per mano

l’anno che va

e in punta di piedi

lo accompagnerà,

ringraziando,

al varco.

Aprirà la mano

e accoglierà

il nuovo

senza parole:

solo la melodia

del vento che sfoglia gli alberi

del sole che si  alza

della luna che splende con Venere

del gatto che felinamente

occhieggia nel buio

della fiamma della candela

che arderà ancora.

 

Via il rumore

il clamore violento

la natura devastata

l’acqua

il sangue che scorrono.

 

Fermi in ascolto

attendiamo

la luce solare e lunare

il vagito del bimbo appena nato

l’ultimo soffio del morente

il sospiro dell’amante

la risata leggiadra

la lacrima dolce e triste.

 

Auguri a chi donerà

quest’anno la luce al neonato;

a chi perderà per sempre quella

dei genitori;

a chi sentirà più luminoso

il suo cammino.

Buon sereno e luminoso 2016!!images (2)

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è uscito il numero 13 di laborcare journal: contributi interessanti!!!

buona lettura e sereno e luminoso 2016

http://www.laborcare.it/?q=content/il-tredicesimo-numero-di-laborcare-journal

 

 

 

 


E’ andata anche la seconda presentazione dell’ultimo libro

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Partecipazione intensa, sentita e circolare, come la disposizione delle sedie.

foto1 L'Affratellamento 15 dic.2015foto3 L'Affratellamento 15-dic.2015

Presi dall’atmosfera, ci siamo dimenticati di presentare le relatrici: mi scuso con loro e con i presenti!!

Giorgia Massai, che di solito legge i brani, stavolta ha avuto poco spazio: ha aperto con una delle poesie presenti nel libro (pag. 25) e ha chiuso con l’ultima; nel mezzo la lettura di un brano da lei scelto (pag. 36-37).

Toccati dalle relatrici diversi temi: Laura Bocciolini si è soffermata sull’essere operatore e malata di cancro dall’interno della sanità; colpita anche dall’uso dell’olfatto per descrivere alcune emozioni.

Rita Valle ha coniugato l’esperienza personale con il cancro con la lettura dei libri di Luciana sul cancro, traendone spunti per il proseguimento del suo percorso – grazie alla tua benedetta scrittura! – e rilevando aspetti salienti della narrazione quale l’importanza degli affetti nell’affrontare il cancro, “tsunami” nella vita di chi ne è colpito; il non considerare una guerra, una lotta il cammino nella malattia; le modifiche del corpo.

Nadia Bassanese ha rivolto domande sul dolore e la sofferenza, quale eredità a tale proposito abbia lasciato la madre a Luciana e il significato di resistenza nell’esperienza soprattutto di donna.

Alcuni interventi dal pubblico: Luigi e Massimo su come l’essere donna possa essere stato un deterrente per la donna stessa a esprimere o meglio a vedere riconosciuta la propria creatività in ogni ambito artistico e sulla capacità delle donne di creare gruppi di solidarietà e condivisione quando colpite da eventi in cui il parlarne insieme è importante per l’affrontare l’evento stesso, capacità meno presente nei maschi. Yana con grande passione ha fornito un quadro variopinto di Luciana formatrice di operatori socio sanitari, della sua abilità nel coinvolgere gli allievi rispetto a tematiche umanistiche relazionali legate alla professione di aiuto che andranno a svolgere.

Ha chiuso la serata Claudio con la lettura della poesia dedicata all’incontro con Luciana, sotto la luna e la cupola del Brunelleschi.

claudio

Lui lei e la luna

Lui,
cercava grandi occhi neri
per tuffarsi dentro
Lei,
sognava bianche nuvole di tenerezza
attraversare il cielo dell’anima.
Non c’era segno
che presagisse l’incontro,
se non la coincidenza
di un improbabile triangolo notturno.
Una cupola antica,
la luna tonda in taglia large
apparecchiata per due
e una silenziosa preghiera.
Eppure bastò
chiudere gli occhi
per una manciata di attimi
e la signora della notte
si calò giù
col suo fantastico paracadute
a due piazze,
avvolgendoci dentro
il suo irresistibile
abbraccio lunatico.

Come mi ha scritto A. :”Ho ascoltato attentamente il percorso degli interventi e il mio dolore, il malessere generalizzato ha lasciato spazio ad un altro stato: in quel tempo con voi ho trovato misericordia e un po’ di speranza. Però bisogna conoscere l’agonia, bisogna essere abbattuti come alberi per liberare intorno a sé una potenza d’amore simile a quello che lei ha intorno ed una forza così grande la trovo nei suoi testi che tengo accanto a me che leggo e rileggo”, si rafforza il pensiero che la condivisione di percorsi di malattia o comunque di sofferenza in genere, genera sollievo, anche se momentaneo, speranza per la possibilità di starci dentro senza naufragarci e perdersi.

Quando esco da ogni presentazione, rimango stupita per quanto le mie parole riescano a smuovere, a penetrare e a costruire un ponte con il sentire altrui. Perchè non ho mai la piena consapevolezza di tale forza tanto è naturale per me esprimermi attraverso la parola scritta, disegnare far respirare emozioni così come le percepisco dentro, talvolta proprio solo con i sensi, soprattutto l’olfatto e il tatto.

Non mi resta che porgere un grazie infinito, senza limiti, a tutti per la loro presenza, calore, partecipazione, attenzione, lettura delle mie parole…

graziemani

sereno 2016

che la luce brilli quanto più possibile per tutti.

farodipinto

foto di Massimo e Claudio: grazie!

 


 

Notte fonda.

Notte profonda.

Di sonno.

Di pesantezza del corpo.

Di desiderio di calore.

Di desiderio di un nido piumato, caldo.

Notte fonda.

Che il giorno (non) arrivi

a far rialzare le membra

a distogliere dal caldo abbraccio

del nido piumato

a riemergere nelle tribolazioni

e nelle gioie diurne

solari

fuori dalle tenebre,

nella pura luce.

 

NOTTEFONDA

 


DSC_0056f.jpgcamminerai ora su altri monti e prati…

grazie della tua discreta presenza e vicinanza

che il cammino ti sia ora più lieve