Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: aprile 2017

Che altro dire, fare

quando kairos

soccombe a cronos

che annienta

la bellezza del volo delle rondini

il profumo inebriante

del gelsomino che sboccia

-l’attesa rimane

immersa nel dolore di sempre

offuscata a quel che kairos

offre agli occhi persi, lontani.

In silenzio, attendere…

 

 

ad A. con affetto

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Cade

inciampa in quel filo

invisibile

che la vita tende

indefinibile

e cade, inevitabilmente cade,

niente sostiene

ma accompagna la caduta

rovina a terra

il più dolcemente possibile

(lascia

che l’abbraccio

sostenga

solo per un attimo

– il fremito dentro

si assopisca

cessi il battito d’ali

continuo

e lasci infine

riposare

solo per un attimo)

riprende fiato

e poi prova a rialzarsi

con o senza aiuto

con appigli casuali

funi mani

che si tendono

e si ritrova in piedi

barcollante all’inizio

ma sempre più stabile poi

per riprendere il cammino.

 


Da una fine

a un’altra fine.

Senza fine.

Eterno rincorrersi.

L’inizio si confonde con la fine

e la fine con l’inizio.

Come lo zodiaco dei Pesci

ultimo, chiude un ciclo

primo, apre il prossimo

-fine e inizio insieme.

Eterno rincorrersi.

Terra in asse

in perfetto equilibrio;

sole e luna in cielo

insieme

l’una di fronte all’altro

e mentre l’uno rafforza la sua luce

l’altra sfuma la propria

e scompare

per riapparire a sera

ancora una volta

piena della sua luce

quando il sole declina

e sfuma la propria.

Eterno rincorrersi.