Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: gennaio 2018

Fatti di acqua

immersi nel grembo materno

pregno di acqua

morirono in acqua.

 

Hanno insegnato

a non guardare gli occhi

a girarli a pancia in giù

appena recuperano i corpi.

Gli occhi

-potrebbero essere aperti

pieni di acqua marina

blu profondo

e ancora guardarci

chiederci dalla vitrea pupilla

una parola

una mano

un aiuto;

il volto

potrebbe essersi congelato

nell’ultimo sorriso

o nell’ultimo spasimo

del grido perso

in quella marea di acqua

-ne riempì la bocca

salmastro puro

e rimase aperta

sulla spettrale gola

i denti bianchi

fulgidi

nel blu petrolio

del mare.

Non vanno guardati

– quegli occhi

quei volti

sono gonfi

di domande liquide

e noi,

noi

non abbiamo risposte.

Neanche un nome

possiamo restituire loro;

neanche talvolta

ricomporre il corpo.

Solo districarli

e riportarli

alla luce asciutta

della terra agognata

grondanti

di un dolore infinito

di lacrime liquide.

 

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Mi hai lanciato in alto

le mie vesti si sono aperte 

come ali mentre scendevo.

Ma nessuno poi, mi ha afferrato.

Scrisse queste parole

su una piuma

perchè volasse leggera insieme.

Colsi quella piuma

e intingendola

nell’arancio di un tramonto

nel blu di una notte

nel rosa di un’alba

risposi:

la vita ti afferra

per le vesti tramutate in ali,

ti tiene avvinghiata

finchè il tempo del desiderio

sarà.

La vita, null’altro

può afferrarci.

La vita abitata da un figlio

un compagno

una passione

un amico

un fiore

una trascendenza.

Solo lei ci afferra

nel tempo insieme.

Null’altro possiamo:

-attendere il nostro

tempo di separazione

e riempire l’attesa

di gioia dolore

leggerezza stanchezza

bellezza malinconia.

Abbandoniamoci alla vita.

Niente altro ci afferra

nessun altro ci salva.

12febbraio2017 086


Ci vuole tempo

per lasciar andare

-sedimentare

sentimenti ricordi pensieri

pacificarsi con sè stessi

con il passato

con ciò che è stato.

Finché la calma del vuoto

lascerà spazio al nuovo

in un tenero

luminoso abbraccio.

 

L’ultimo tempo

sarà il tempo del ringraziamento

per il dono ricevuto

ed accolto.

Con amore

nell’amore.

gennaio2017 066


primula bca

Ho giocato con la tua vita, piccola primula smarrita.

Qualcuna, prima

ha giocato con la mia:

non l’ho mai vista

nè conosciuta

nè sentito il suo odore

nè ascoltato la sua voce

nè assorbito il suo calore.

Se ne è andata

appena ho visto la  luce

troppo forte per me

troppo intensa per lei

che mi vide quella sola volta

dopo il dolore forte

che le lacerò la carne.

Tu piccola primula smarrita

sei uscita veloce

indolore

silenziosa

e poi hai subito urlato.

Ti ho appena guardata

e due mani ti hanno allontanato

subito da me.

Tutto è tornato come prima.

Anche io sono una piccola primula smarrita.