Il blog di Luciana Coén

Archivi del mese: ottobre 2018

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L’albero si inchinò

alla Terra Madre

incurvò il suo tronco

senza spezzarsi.

La chioma

ricolma di foglie

distese il suo manto

come ombrello aperto

sul prato

e un ramo,

appena appoggiato sulla terra,

si erse verso il cielo.

21ottobre2018

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Nell’abbraccio

riposano

cuore su cuore;

rilassano i corpi

le membra

cullati dolcemente

nella melodia universale;

gli occhi chiusi

rivolti a sè;

il sorriso lieve

riverbera

nel cerchio di luce

che li avvolge.


https://www.ilmessaggero.it/italia/lancia_figlia_balcone_taranto-4024788.html

 

Mani cariche di paternità

(mi hanno tolto la patria potestà)

mi sollevano in alto

credo nel gioco,

tante volte lo ha fatto

-da piccola più di ora-

vola vola vola;

un sorriso sul suo volto

(è un ghigno, cattivo)

giochiamo

ma gli occhi,

quegli occhi che ho cercato

quando la paura mi avvolgeva

(non riesco a guardarla negli occhi eppure devo)

hanno un lampo improvviso

e la paura stavolta

è lui a vestirmela addosso

(ha paura, lo sento).

Volo

-lui mi ha lasciata

(la lascio andare, nel vuoto)

il cielo sopra di me

un prato di asfalto sotto;

vado verso il cielo,

leggera

-una piuma

una farfalla

un falco

un’anima bambina-

mentre il mio corpo

precipita verso la terra,

non più madre,

sono nuda carne e ossa

ammassate informemente;

l’anima ormai

volata via

svuota la mente

i ricordi

il mio essere (stata)

bambina figlia.