Il blog di Luciana Coén

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S’acquietò il mare

-tutte le acque tacquero

il mugolio incessante;

la luna si fermò;

il sole sussultò;

la terra pose

-ultimo palpito antico-

nuovi germogli;

luce nell’ombra

vita nella morte

-la carne

sciolse grumi di sangue;

le anime

attente

ascoltarono.


La presenza

è questo silenzio

palpabile

invisibile

denso di assenze.


Termine corsa tram 2020

Con delicatezza,

abbandonata la forza profusa

nella tua ultima corsa

frena dolcemente

e ferma la vettura:

lascia scendere

chi è arrivato all’ultima fermata

pronto a salire sul prossimo tram.

Anche se provato

dalla sorte

dagli sballottamenti

dalle cadute

lascialo andare

e vai al deposito

-riposa il tuo sferragliare

nonostante tutto

silenzioso.

Noi,

donne,

uomini

proseguiamo

la nostra corsa

senza il tuo tram.

Luna piena

Stanotte

il tuo apparire

– turgida rotonda bellezza

perfetta nella sua luce

ha inumidito le ciglia

senza offuscarti

così, circondata dalle prime stelle.

Avrei voluto

accompagnarti

lungo tutta la notte

complice il tuo sorriso

un abbraccio

fino al tramontare

tuo,

domattina

-una notte con te

anche se al gelo

ma colma di calda luminosità.

Amore ricevo

da tanta bellezza

dono restituito

-un grazie senza fine.


La porta chiusa

Hai bussato alla porta

le gambe fermarono il passo

proprio davanti a quella porta.

Dietro quel legno

levigato dal tempo

-un dolore accompagnò

la crescita dei figli

il calore gela gli anni

e infine

la porta

aperta un’ultima volta

si chiuse alle spalle

per sempre.

Hai bussato a quella porta

-nessuno ha aperto.

Giri il corpo

e la tua vita

-non guardi più quel legno

oscuro;

davanti

nuovi legni

da alberi cresciuti

altro calore

altri volti.

Le gambe hanno sceso

quelle stesse antiche scale

e

appena fuori

un respiro dall’anima

è salito profondo

e i passi ora vanno

forti e leggeri.

Il passato è chiuso

lasciando ormai inerte

quel legno oscuro.


La voce

Quasi estranea

ormai

la voce

all’orecchio:

il tono è cambiato

-non addensa

languore

attesa

desiderio di udirla.

Stridono parole

-lontananza

e distacco

i nuovi abiti

tanto quei suoni

giungono da un

altrove sconosciuto.

Non arriva più

la voce

una eco

ancora

rimanda tra

impervi calanchi

ricordi

di un amore

impressi nel corpo.

Arcobaleno

Ogni colore

-una vibrazione-

caldo dentro

diffonde in ogni cellula.

Vibra

un colore dopo

l’altro.

Fuori

un cielo plumbeo

verso la collina

e chiaro,

trafitto da un raggio di sole,

verso il mare.

Intense ora

le vibrazioni

-i colori

posano in ordine

nelle cellule.

Affina lo sguardo

non lo vede,

lo sente però,

l’arcobaleno.

Sorride.

Il cielo si richiude.

In un altro luogo

vicino lontano

è uscito

padrone del cielo

sopra una vigna

e abbraccia le case

sotto altro sguardo.

Sorride.

Solo allora

le vibrazioni dentro

insieme ai colori

sfumano

lasciando riscaldata

la sua anima.

E di nuovo

in un altro

spazio – tempo

vibrano dentro

profondamente

i colori

e stavolta

l’arcobaleno

si compie

davanti ai suoi occhi

nel breve attimo

in cui

un raggio di sole

penetra una goccia di pioggia

-le nuvole già

oscurano la luce.

Sorride.

Il calore resta

le cellule ringraziano

le vibrazioni dei colori.

Sorridono, tutti.

Chiudo i versi di dicembre 2020 e questo anno indefinibile con i ringraziamenti presenti nella mia pubblicazione del luglio scorso, “VentiVenti-poesie e divagazioni”, edito da Masso delle Fate edizioni, Signa (FI)

Grazie

agli operatori sanitari, di ogni ordine e grado,

che hanno lavorato in una situazione complessa, andando talvolta oltre i propri limiti,

per il benessere della persona malata;

ai negozianti che hanno mantenuto aperti i negozi

per limitarci i disagi;

ai trasportatori senza i quali non ci sarebbe stato rifornimento di merci e beni di necessità;

a chi ha mantenuto attivi i trasporti pubblici;

a tutti coloro che hanno contribuito a limitare i danni

di questa pandemia, con la loro presenza, lavoro, partecipazione, sostegno.

Un pensiero a chi ci ha lasciato,

morendo senza poter salutare nessuno,

accompagnato solo dalla cura e rispetto

degli operatori sanitari e sociali.

Li portiamo nel cuore con una morbida carezza.

Grazie a noi tutti,

che abbiamo condiviso questo periodo

facendo del nostro meglio per salvaguardare

la propria e altrui salute e vita.

Siamo, saremo testimoni, forse,

di un cambiamento epocale.

Ancora non è finita.

Maggio2020

Sereno 2021

in luce


Lievi fitte

sottili gocce piovane

posano sulla pietra

lacrime ridenti

pacificanti

nella altrovità incontrata.

Posano sul corpo

abbraccio dolce-

dai capelli

scendono più spesse

forse lacrime celesti

-ringraziamento

e riconoscenza

per quei gesti

colmi di sacralità

e di memoria rinnovata.


*Ascolto tintinnare

gocce sul telo

aprirsi petali

protesi verso l’acqua

osservo schiarirsi il cielo

quando le nuvole

sgravano la pioggia,

sorrido-

colori più vividi

umidi di vita

silenzio umano

si frange nello scrosciare

e scompare

nelle pozze.


*Fu il vento

con rumore assordante

a spazzar via parole

a serrare bocche

entrava impetuoso

dalle narici

scuoteva polmoni

e poi riusciva fuori

ancor più violento

volava tegole

piegava alberi

e rami

taluno spezzava

e, ancora,

si librava in aria

tutto ciò che non

aveva radici salde

per ricadere pesante

con un tonfo sordo

in un altrove

forse sconosciuto.

Poi

fu il silenzio

nell’ordine scomposto

a rimirare

la novella scenografia

stupito e allibito

un silenzio

dapprima denso, impenetrabile

poi sempre più rarefatto

avvolgeva ogni cosa

quasi proteggendola

nella sua altra

essenza più intima.


*Ho visto

in cielo

il fondo del mare

nuvole corrugate

come sabbia smossa

nel continuo fluire

delle onde sommerse

e dei viventi sottomarini.

In cielo luce

nel fondo del mare

riflessi abbaglianti

di stessa luce.