Il blog di Luciana Coén

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S’acquietò l’animo

le piume lievi

si posarono

senza far rumore

nè dolore;

l’amore depose ovunque

i suoi colori e umori

-coltre calda soffice

grembo uterino

ancestrale asilo;

soffiò la cenere

fertilizzando ogni seme

per la prossima futura

fioritura.

smart


Eppure

insiste un noi

effimero

seppur vitale

nelle sue

innumerevoli

rinascite

-oltre

chiusure

distanze

distacchi.

smart


smart

 

Ho abbracciato il tuo tronco

fin dove potevo

con le mie corte braccia;

ho appoggiato la fronte

sulla tua rugosa corteccia

-fragili brandelli aspri

sono rimasti sulla mia pelle;

cerchi concentrici

uno dietro l’altro

sono compenetrati in me

-onde continue

dal tuo centro

dai cerchi della tua vita.

*

Sono tornata

alla tua pelle

ho abbracciato ancora

il tuo corpo possente

proteso al cielo.

Oggi il mio soffio

sprofonda dentro te

nel tuo primo anello di vita

continui a richiamare il mio respiro

ogni espiro fluisce in te

fino alle radici

dentro la terra radicata in ogni noi

-sprofondo-

e tu dolcemente

mi conduci

in questo fluire vitale

eterno

nell’intimità dell’humus.


Dammi ancora lo stupore

della vita

il fiorire del papavero

della malva

con il suo piccolo fiore malvino

l’aria il sole…

*

Preservami lo stupore

-in questo tempo (in)sospeso-

della natura

del suo rinascere

delle morti improvvide

e improvvise

dei corpi che saranno deposti

-dove?

E le anime?

E della domanda

atavica e pur sempre nuova

affiorante a fior di labbra

negli occhi esterrefatti

-come sarà la mia morte

quando sarà?

Ma fino allora

preservami lo stupore

per la vita

qualunque Trascendenza tu sia

e qualunque vita sia la mia

                      che ancora è

                             finchè sarà.


 

Onde di fiori bianchi

come la schiuma del mare

si frangono

sulle strade nude

di umana presenza

libere di vagare

dove il ramo le porta.