Il blog di Luciana Coén

Archivi categoria: abbraccio

smart

 

Ho abbracciato il tuo tronco

fin dove potevo

con le mie corte braccia;

ho appoggiato la fronte

sulla tua rugosa corteccia

-fragili brandelli aspri

sono rimasti sulla mia pelle;

cerchi concentrici

uno dietro l’altro

sono compenetrati in me

-onde continue

dal tuo centro

dai cerchi della tua vita.

*

Sono tornata

alla tua pelle

ho abbracciato ancora

il tuo corpo possente

proteso al cielo.

Oggi il mio soffio

sprofonda dentro te

nel tuo primo anello di vita

continui a richiamare il mio respiro

ogni espiro fluisce in te

fino alle radici

dentro la terra radicata in ogni noi

-sprofondo-

e tu dolcemente

mi conduci

in questo fluire vitale

eterno

nell’intimità dell’humus.


28luglio2017 001

Abbraccio

braccio

mano

dita

polpastrello

delicatezza

contatto

tocco

 

il corpo etereo

(avvinghia la solitudine)

 

il calore

(libera la mongolfiera)

 

il vento

(rovina le foglie)

 

sfioro

ricordi

corpi abbracciati

braccia

mani

dita

polpastrelli

 

asciugano

lacrime.


1463812800652

Cade

inciampa in quel filo

invisibile

che la vita tende

indefinibile

e cade, inevitabilmente cade,

niente sostiene

ma accompagna la caduta

rovina a terra

il più dolcemente possibile

(lascia

che l’abbraccio

sostenga

solo per un attimo

– il fremito dentro

si assopisca

cessi il battito d’ali

continuo

e lasci infine

riposare

solo per un attimo)

riprende fiato

e poi prova a rialzarsi

con o senza aiuto

con appigli casuali

funi mani

che si tendono

e si ritrova in piedi

barcollante all’inizio

ma sempre più stabile poi

per riprendere il cammino.

 


L’amore

è come un’aquila

le ali grandi dispiegate

volteggia alta in cielo

insegue il vento

sulla sua scia si adagia

e attende la preda.

 

Quando l’avvista

in picchiata scende

le strappa gli occhi

-sguardi intensi profondi

passarono tra di loro;

 

apre ancora di più le ali

e la cinge

-un abbraccio piumato morbido

e al tempo stesso

forte, stretto;

 

la becchetta sulle labbra

-baci carnali sanguigni

 

e infine,

la prende con i suoi robusti artigli

-carezze penetranti

e la porta via,

si elevano nel cielo insieme.

 

aquila-monti


La mancanza

sottile silenziosa

erosione nell’anima

si fa carne

e attende

il calore delle braccia

il turgore delle labbra

l’intrecciarsi delle gambe

la pelle contro pelle

il corpo a corpo

che la renda vana

con la sua carnosità

e si insinui

tra le pieghe del sonno

che non distende

né chiude ancora

le palpebre.