Il blog di Luciana Coén

Archivi categoria: amore amicizia

Mi hai lanciato in alto

le mie vesti si sono aperte 

come ali mentre scendevo.

Ma nessuno poi, mi ha afferrato.

Scrisse queste parole

su una piuma

perchè volasse leggera insieme.

Colsi quella piuma

e intingendola

nell’arancio di un tramonto

nel blu di una notte

nel rosa di un’alba

risposi:

la vita ti afferra

per le vesti tramutate in ali,

ti tiene avvinghiata

finchè il tempo del desiderio

sarà.

La vita, null’altro

può afferrarci.

La vita abitata da un figlio

un compagno

una passione

un amico

un fiore

una trascendenza.

Solo lei ci afferra

nel tempo insieme.

Null’altro possiamo:

-attendere il nostro

tempo di separazione

e riempire l’attesa

di gioia dolore

leggerezza stanchezza

bellezza malinconia.

Abbandoniamoci alla vita.

Niente altro ci afferra

nessun altro ci salva.

12febbraio2017 086

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Per te, stasera

ho imbrigliato

un etereo arcobaleno

28dicembre2017 009

– timido

si mostrava

in tutti i suoi intensi colori;

un sole

– arrossava le nuvole rimaste grigie

e gravide di pioggia

tutto il giorno

28dicembre2017 007

Mentre la luce scemava

le gocce riprendevano

a intingersi nelle chiome

e le campane

radunavano per il vespro serale.

28dicembre2017 016

Il sole infine

nell’ultimo suo luccichio

calava all’orizzonte.

28dicembre2017 013


herbert-list

fotografia di Herbert List dal blog http://www.alessandrasarchi.it/storie_di_corpi/

Con il corpo

parli di un dolore

che non può più

essere taciuto

e cerca casa.

Accoglilo, liberalo

liberando te stessa.

Liberati anche del dolore

che non è tuo,

neanche come persona

-donna-madre-compagna.

Abbi cura di te.

Semplicemente

prenditi cura di te,

solo di te,

per ora,

finchè il tempo

lo addomesticherà

e lo abiterà

nell’antro piumato

del tuo cuore.


Vivo tra le crepe

dell’amore

 

Attraverso le crepe

degli amori trascorsi

 

Riparo le crepe,

il segno rimane,

qualcuna si incrina

ancora

 

Osservo

le crepe della vita,

mi ricordano

la vita,

che sono stata

e sono viva.


Non è

la mancanza di te

-uscito dalla mia vita-

che geme l’anima.

 

Qualcosa si rinnova

un dolore primordiale

-la fine di una storia

lo resuscita

insieme a un’altra vita

nell’orizzonte di ognuno.

 

E’ la spalla

il corpo

a cui affidarsi

che viene meno

 

la lacerazione primitiva

di quando si è messi al mondo

e qualcuno

ci prende a sè

ci scalda

ci abbraccia

ci conforta.

 

Ogni perdita

è lacerazione

che si rinnova.