Il blog di Luciana Coén

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Recensione al saggio

Narrazione Guidata, un sistema logico-linguistico. Teoria e pratica di un modello d’intervento nelle situazioni di lutto, di Nicola Ferrari e Franco Tosi, Diritto d’Autore, Suzzara (MN) 2016

L’Associazione Maria Bianchi (sostegno alle persone in lutto, formazione e ricerche sulle esperienze di perdita, Suzzara -MN) ci offre, nelle persone di Nicola Ferrari e Franco Tosi, operatori trentennali dell’associazione stessa, la pubblicazione degli appunti, riflessioni derivate dalla loro esperienza di supporto alla persona dolente nel corso dei decenni della vita associativa. Trovano quindi una loro collocazione strutturata i pensieri, le idee, gli approcci esperiti nel sostegno alle persone in lutto che nel tempo si sono rivolte all’associazione per dare un senso alla loro perdita e al dolore. Può sembrare una contraddizione parlare di Narrazione Guidata (NG) là dove si pensa alla narrazione come a un racconto libero, oserei dire senza argini, del narrante rispetto alla personale esperienza di perdita: Pierangela Careddu, psicologa psicoterapeuta, nel capitolo La questione della Narrazione Guidata – alcune riflessioni ci indica cosa caratterizza tale approccio e i motivi per cui può non sussistere contraddizione. “ la NG sembra caratterizzarsi per almeno due azioni e uno specifico obiettivo: osservare l’evento che provoca dolore, nominare quindi le emozioni ed i pensieri che da lì scaturiscono, per poi dis-identificarsi.” (pag. 51) .

Il facilitatore, colui che “guida” la narrazione, svolge la funzione dello sguardo esterno che r-accoglie spunti, osservando lo scorrere della narrazione ma anche il suo ripetersi, il suo soffermarsi spesso su alcuni termini, ricordi ecc. E’ proprio dalle sollecitazioni che tali aspetti suscitano nel facilitatore che parte la ricerca della parola che nomini il dolore, ciò che rende impronunciabile, indefinibile quel che la perdita lascia dentro. Si ricerca la parola che possa esprimere, carnificare il dolore, il nodo del dolore e del lutto. Attraverso la sua carnificazione, la ferita è più visibile, nel suo sanguinare, nei lembi che la delimitano e attraverso questa sua tangibilità, rappresentazione, il dolore può assumere una sua forma, non più elemento astratto, intoccabile, informe, invadente, con-fuso, ma che può essere circoscritto, contenuto, r-accolto in spazi interni predisposti e riconosciuti, consapevoli.

L’approccio della NG diventa quindi una modalità di lettura dell’evento luttuoso: è la narrazione che viene guidata e non il narrato, attraverso una attenzione particolare alla forma linguistica con la quale vengono espressi i vissuti esistenziali, i desideri, le paure e altre emozioni. Per la guida, il lavoro prioritario è sulle personali idee rispetto al lutto, al tempo della sua elaborazione, alle esperienza luttuose personali. Senza una chiara consapevolezza di sé e dei propri vissuti, diventa complicato facilitare il percorso di un dolente.

La particolarità del testo e dell’approccio è sull’accento che viene posto sulla narrazione, cioè sul raccontarsi, proprio dei gruppi AMA, che ha sì una valenza positiva e rassicurante, di sollievo ma, scrive Ferrari, sembra poi che tutto si fermi lì, senza produrre il cambiamento nel dolente che lo traghetti oltre l’evento lutto. La NG, continua Ferrari, vuole essere il tentativo di andare oltre al semplice raccontarsi per trovare, dalle parole stesse usate (non casuali, anche se inconsapevolmente) per esprimere ciò che l’evento luttuoso ha smosso nelle profondità del dolente.

Il saggio propone l’esempio di un colloquio, esplicitando la metodologia per renderla più comprensibile.

E proprio sull’importanza della parola, si chiude il saggio con una poesia di Charles Bukowski:

la parola è pericolosa e bellissima.

se ti arriverà

lo

saprai

e tu sarai il

più fortunato degli

umani.

nient’altro avrà

importanza e

qualsiasi altra cosa avrà

importanza.

diventerai il

centro del

sole,

riderai

attraverso i

secoli, e sarà in

te, nelle dita

nelle viscere,

sarà in

te.

Un’ultima annotazione sull’editore: “Diritto d’Autore non è una casa editrice ma un’alternativa per pubblicare libri di qualità evitando spese oltre a quelle inerenti la mano d’opera e la stampa”. La segnalo perché è in linea con l’approccio etico ecologico dell’Associazione Maria Bianchi e degli operatori che vi lavorano.

narrazione guidata

Il saggio è disponibile anche in e-book

www.mariabianchi.it

assmariabianchi@hotmail.com

diritto.dautore@libero.it

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