Il blog di Luciana Coén

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primula bca

Ho giocato con la tua vita, piccola primula smarrita.

Qualcuna, prima

ha giocato con la mia:

non l’ho mai vista

nè conosciuta

nè sentito il suo odore

nè ascoltato la sua voce

nè assorbito il suo calore.

Se ne è andata

appena ho visto la  luce

troppo forte per me

troppo intensa per lei

che mi vide quella sola volta

dopo il dolore forte

che le lacerò la carne.

Tu piccola primula smarrita

sei uscita veloce

indolore

silenziosa

e poi hai subito urlato.

Ti ho appena guardata

e due mani ti hanno allontanato

subito da me.

Tutto è tornato come prima.

Anche io sono una piccola primula smarrita.

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tornoperungiorno_copertina

 

in uscita nei prossimi giorni….

grazie a Rosella per l’acquerello di copertina, grazie a Marta per la prefazione

 

 

buona lettura!!!

 

 


Noi

abbiamo divorziato.

E’

l’ultimo noi

che ci accompagna

fino allo scioglimento.

Tu ed io,

io e te

ognuno riprende

la propria mulattiera.

(Mi/ti/ci) amerai ancor di più

nell’assenza

del domani insieme

nello srotolarsi

del filo invisibile

-anime vaganti

anime nel vento

anime disgiunte

anime in cammino

anime nel sorriso

dell’incontro volato

appeso allo spicchio

di luna calante.

 

Abbiamo

ripercorso gli stessi luoghi

salito le stesse scale

seduto sulle stesse sedie

calpestato le stesse pietre

con passi grevi

come riavvolgendo un nastro

-in una luce però autunnale

intabarrati a proteggerci

dal freddo del dolore

gli sguardi rivolti altrove

il sorriso spento sulle labbra

le parole mute dentro il cuore.

Un nastro riavvolto.


Ci sono filamenti di tempo

-onde che tornano

talvolta sommergono

impigliati in alghe

profonde limacciose-

in cui la tua assenza

si palesa a me

con una richiesta

che preme dalle viscere

sale agli occhi

annebbia la vista

oscura la voce.

 

Il tuo perdono

-che si rinnovi,

il tuo perdono-

ancora

e ancora

e ancora

infinitamente ancora.

 

Per  averti

appena sfiorata

-lieve calda carezza-

com- presa

accolta.

 

Per il perderci

nei rumori quotidiani

annientando

il soffermarmi

ad ascoltare

il soffio del tuo cuore

sanguinante

l’alito della tua anima

dolente.

 

Ancora oggi

perdono

con tutta

l’amorevole rabbia

vivente.

 

 

 


herbert-list

fotografia di Herbert List dal blog http://www.alessandrasarchi.it/storie_di_corpi/

Con il corpo

parli di un dolore

che non può più

essere taciuto

e cerca casa.

Accoglilo, liberalo

liberando te stessa.

Liberati anche del dolore

che non è tuo,

neanche come persona

-donna-madre-compagna.

Abbi cura di te.

Semplicemente

prenditi cura di te,

solo di te,

per ora,

finchè il tempo

lo addomesticherà

e lo abiterà

nell’antro piumato

del tuo cuore.