Il blog di Luciana Coén

Archivi categoria: emozione

Poi

stemperato il dolore arrabbiato

si apre una lunga spiaggia

bianca

al limitare

macchia mediterranea

deserta

sotto il sole frizzante invernale

il cielo terso

trasparente

i tavoli odorosi di salmastro

due ricci di peluche uniti

-dentro, un regalo prezioso

e tutto va,

onda su onda

nei mille colori del mare

calmo o in tempesta

fino alla piatta conclusione.

Sopra di noi

ancora il sole.

A scaldare qualsiasi fine.

 

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tornoperungiorno_copertina

 

in uscita nei prossimi giorni….

grazie a Rosella per l’acquerello di copertina, grazie a Marta per la prefazione

 

 

buona lettura!!!

 

 


28luglio2017 001

Abbraccio

braccio

mano

dita

polpastrello

delicatezza

contatto

tocco

 

il corpo etereo

(avvinghia la solitudine)

 

il calore

(libera la mongolfiera)

 

il vento

(rovina le foglie)

 

sfioro

ricordi

corpi abbracciati

braccia

mani

dita

polpastrelli

 

asciugano

lacrime.


Lady O’Nion, Hellerau, 14-15 settembre 2017

Si è svolta a Hellerau, Dresda (Germania) la rassegna Linie 08 re-move dove Elena Cencetti ha presentato Lady O’Nion parafrasando “onion” (cipolla). Cipolla come metafora degli strati e delle maschere/persone che vestiamo/abitiamo durante la vita.

L’entrata in scena della ballerina, rivestita di una tuta vedremo poi colma di abiti, è surreale, liberante e liberatoria con la sua sonora risata che accompagna gli scivolamenti ripetuti sullo spazio scenico, ironizzando sulla pesantezza e sui diversi strati che la ingolfano e al tempo stesso proteggono, anche dagli urti sul terreno delle scivolate. La performance è un connubio tra danza e teatro, dove la danza acquista una voce (della ballerina, di G. Gaber – alcuni versi del Dialogo sulla cipolla 1972/73- e di versi della poesia di P. Neruda Ode alla cipolla), la mimica e la gestualità del teatro e il teatro acquista l’armoniosa flessuosità coreutica.

Con la grazia della danza e la sveltezza teatrale, Elena si libera degli strati che la rivestono; con teatralità dà voce ad ogni abito tolto evocando i ricordi del periodo in cui sono stati indossati/abitati: l’adolescenza, un tango, il matrimonio….fino a rimanere con l’abito che rappresenta la sua essenza e in un gioco di luci e ombre, danza la sua sostanza, la rabbia che attraversa talvolta la vita e come cane rabbioso addenta gli abiti con il furore del tempo andato; oppure si produce in una danza con la tuta che rappresenta il partner, ballando il matrimonio.

Vestirsi a cipolla è sinonimo del proteggersi dalle intemperie attraverso più strati, che possono essere tolti via via che il clima migliora: quale metafora esplicativa per la vita, dalla quale ci proteggiamo come meglio possiamo quando eventi ci scombussolano? E quale indigeribilità rappresenta la cipolla come lo è talvolta indigesta la vita , ma come dice Gaber “non è detto che una cipolla ti faccia male. Se la capisci, butti via quello che non serve e tieni la sostanza”. Oppure nell’Ode di Neruda la cipolla è ben vista perchè è il cibo dei poveri, che fa piangere senza però affliggere e ha una sua bellezza, formatasi petalo su petalo, strato su strato.

La performance si chiude con il balletto con la tuta, con cui si è aperta la performance, adesso riempita degli abiti che vestivano Elena e che può rappresentare l’altro sé, accolto tra le proprie braccia.

http://www.tanznetzdresden.de/lady-onion-einblick.html

https://www.facebook.com/1617355281881796/photos/ms.c.eJxFzNsNgDAMQ9GNkGO3eey~;GAqU8HtkXwICSEgWBlw8oAZUDJj7xhI~;MFalItYPbyPnks9iD5QavDTgHdWOGwo0Gr0~-.bps.a.2003000493317271.1073741836.1617355281881796/2003002203317100/?type=3&theater

http://guide.supereva.it/letteratura_sudamericana/interventi/2004/10/179657.shtml

http://www.giorgiogaber.it/discografia-album/le-cipolle-prosa-testo


18agosto2017 079

Tace il silenzio dentro

tace l’urlo fuori

calma piatta l’acqua

onde del vento l’anima

fruscìo di foglie il cammino