Il blog di Luciana Coén

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6sett2019

Arriva

folata improvvisa

onda silente

i piedi immobili nell’acqua

-lo sguardo spazia

su una distesa piatta

infinita

all’orizzonte illimitato-

il tuo mare.

Arriva il ricordo

mentre lavo i denti

sapore di menta

scroscio dell’acqua.

Arriva il tuo dolore

insapore eppure penetrante

impalpabile eppure graffiante

e il tuo corpo

disteso senza peso

abbandonato

in attesa

dell’ultimo srotolarsi della vita

ormai stanco.

I denti ora sono lavati

e tu non sei più

-rotolata in un altrove

spero più leggiadro

e luminoso

come il sole

colto per te stamani.

Spuntano pungenti

i tuoi occhi

dalle palpebre pesanti

nel desiderio

sempre più incastonato

di chiuderli

di proteggerli

dalla luce abbagliante

lattescente

-nulla più

ormai fa scorgere-

e il corpo

le membra

appesantiti

asteniche

-nulla più

ormai abbracciano-.

Ciao mamma.

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dalla fine di gennaio inizieranno le presentazioni del mio ultimo libro, dedicato a mio padre

coe n copertina (1)

29 gennaio ore 17.30, S. Casciano V. Pesa, sala comunale

locandina san casciano 29 gennaio

 

30 gennaio CasAurora ore 11, via del pergolino 1 Firenze

luciana_coèn locandina cecsur

 

31 gennaio ore 17.30 sala Gonfalone via Cavour 4 Firenze

190131_coen_regione

vi aspetto!


Coe n Copertina (1)

Renato Coèn: l’uomo privato, l’uomo pubblico

Masso delle Fate edizioni


 

Un anno…

Vorresti fermare il tempo

come lui ha bloccato il tuo passo.

Ma il tempo si è dissociato:

il tuo, che attende

e l’altro che,

incurante della tua

sofferente attesa,

continua a scorrere.

Torneranno insieme

la strada percorsa però

non sarà più la stessa.

 

Un altro anno…

Toglimi la pesantezza dalle palpebre

lasciami aprire gli occhi

e lo sguardo

alla luce del mondo;

alleggerisci le mie labbra

e schiudile al sorriso;

abbraccia il mio corpo

con tenera forza

-sicuro riprenda il suo andare.

Grazie.

 

Per il 3 agosto

che ancora oggi

posso ricordare.

 

Poesie e foto sono proprietà riservata dell’autrice.

DSC_8990


L’estate

il sole

il caldo

il mare

hanno il sapore salmastro

del chicco d’uva

croccante sotto i denti

caduto nella sabbia bianca finissima

e sciacquato nell’acqua marina;

del pomodoro rosso

succoso maturo

addentato e grondante

linfa sanguigna

su una fetta di pane

di semola di grano duro.

Il sapore dei ricordi d’infanzia

delle grida gioiose

ri-posano

dentro il mare smeraldo

nella Terra Madre

-Madre Terra.

MARE:

STORIA:

PIANTE:

TRAMONTI:

ARTE CONTEMPORANEA:

e come non augurare buona vita a questi piccoli rondinini che attendono il cibo stretti nel loro nido…