Il blog di Luciana Coén

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Si è svolta il 1° giugno la Serata dedicata al 40° anno del gemellaggio tra Dresda e Firenze presso il Deutsches Institut Florenz, organizzata dalla sig.ra Raffaella Nardi responsabile del programma culturale dell’istituto fiorentino

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Durante la serata sono intervenuti i docenti e gli studenti degli istituti Buontalenti, che hanno effettuato uno scambio con un istituto a Dresda, e l’istituto Virgilio di Empoli, riportando le  suggestioni delle proprie esperienze.

E’ stato proiettato uno spezzone del video fatto da Elena Cencetti, coreuta fiorentina residente a Dresda, e da Sophia e Franziska Hoffmann, artiste multimediali di Dresda.

Il video è stato presentato da Luciana Coèn, madre di Elena Cencetti insieme al padre, Sergio. Il lavoro è nato da un progetto presentato da Elena a Dresda per le iniziative a favore della candidatura della città sassone per la città della cultura europea del 2025: 60 i progetti presentati, scelti e finanziati 13, tra cui quello di Elena, unico con una visione oltre confini, internazionale. Infatti la ballerina ha voluto cogliere similitudini nella vita delle due città, danzando in luoghi meno turisticizzati ma più rappresentativi della quotidianità, vissuti cioè più dalla cittadinanza. Le riprese sono state effettuate dalle due artiste specializzate in multimedialità Sophia e Franziska Hoffmann che hanno poi effettuato il montaggio, scegliendo i pezzi più significativi, sovrapponendo le immagini di Firenze e Dresda sulle quali emergeva la danza di Elena. La musica è stata inserita a riprese ultimate, in sede di montaggio, privilegiando i suoni rumori ritmi della vita cittadina. Infatti Elena ha sempre ballato e creato i movimenti sulla base delle suggestioni e risonanze che le provenivano dagli ambienti in cui si trovava, talvolta ripetendo movimenti in ambienti similari nelle due città. Le riprese/montaggio si sono svolte nell’arco di tempo aprile 2017-maggio 2018, iniziate a Dresda, poi soggiorno a Firenze nell’ottobre 2017 e conclusione a Dresda. Il video è stato proiettato integralmente presso il comune di Dresda il 15 maggio u.s. in occasione del rinnovo del gemellaggio tra le due città alla presenza del vice sindaco di Dresda, dell’assessora al Turismo del comune di Firenze, A. P. Concia e del direttore della Galleria degli Uffizi E. Schmidt. Il progetto, ben apprezzato, ha ottenuto un ulteriore finanziamento per il suo proseguimento con la città di S. Pietroburgo, gemellata anch’essa con Dresda.

La madre ha presentato i ringraziamenti di Elena, Sophia e Franziska al Comune di Firenze per il patrocinio e alla Landeshauptstadt Dresden per il supporto e il finanziamento.

la presentazione a Dresda

 

la presentazione a Firenze

 

La serata è continuata con le parole dell’architetta Raffaella Giardiello che ha focalizzato le similitudini artistiche architettoniche fra le due città attraverso un excursus storico culturale.

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Ha chiuso la piacevole e interessante serata la musica di Bach magistralmente spiegata e suonata al pianoforte dalla clavicembalista/pianista Pamela Burrini

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Un ringraziamento al Deutsches Institut Florenz nella persona della sig.ra Raffaella Nardi per aver organizzato la serata; ai partecipanti alla serata, che sono stati numerosi, sala completamente piena; alla pianista Pamela Burrini, all’architetta Raffaella Giardiello; ai docenti e studenti del Buontalenti e del Virgilio e in ultimo, ma non meno importanti, Sophia e Franziska Hoffmann per la loro professionalità e sensibilità artistica e a mia  figlia Elena perchè continua a suscitarci emozioni profonde.

A tutti l’augurio di proseguire con forza e suggestioni nelle loro strade!

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The forty rules of love – Le quaranta porte di Elif Shafak

best BUR, 2016,

traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini

L’amore è la causa. L’amore è il fine.

Esiste un modo per comprendere cos’è l’amore, senza prima essere innamorati?

L’amore non si può spiegare, ma solo provare.

L’amore non si può spiegare, eppure spiega tutto. (pag. 236, 249)

…che l’amore ti possa trovare quando meno te l’aspetti, dove meno te lo aspetti. (pag.77)

L’amore esiste dentro di noi fin dal momento in cui nasciamo, e da allora attende di essere scoperto. Di questo parla una delle quaranta regole: “L’universo intero è contenuto in un singolo essere umano: tu. Tutto quel che vedi attorno a te, anche le cose che potrebbero non piacerti, e persino quelle che tu disprezzi o aborri, tutto è presente in te, in gradi diversi. [ ] Il diavolo non è una forza straordinaria che ti aggredisce dall’esterno. È semplicemente una voce interiore. Se riuscirai a conoscere bene te stesso, ad affrontare con onestà e severità il tuo lato oscuro come quello luminoso, raggiungerai una forma suprema di conoscenza. Chi conosce sè stesso, conosce Dio”. (pag. 145)

Non preoccuparti di dove ti porterà la strada. Concentrati invece sul primo passo. È questa la parte più difficile e in questo consiste la tua responsabilità. Una volta fatto quel passo, lascia che tutto vada dove deve andare, il resto verrà da sé. Non seguire la corrente. Sii tu la corrente. (pag. 176)

Posso sperare che vada così. Sì. Posso controllarlo? No! [ ] il resto non è nelle mie mani. E questo è quello che i sufi chiamano il quinto elemento: il vuoto. L’inesplicabile e incontrollabile elemento divino che noi come esseri umani non possiamo comprendere, ma di cui dovremmo sempre essere consapevoli [ ]. Ho accettato il fatto che ci sono cose che vanno oltre i miei limiti. Io posso scorgerne solo qualche immagine, come scene sparse da un film, ma il grande progetto è al di là della mia comprensione. (pag. 187)

L’universo è un solo essere. Tutto e tutti sono collegati tra loro mediante una rete invisibile di storie. Che ne siamo consapevoli o meno, tutti intratteniamo fra noi una conversazione silenziosa. Non fare alcun male. Pratica la compassione. Non fare maldicenza alle spalle altrui, nemmeno un’osservazione apparentemente innocente! Le parole uscite dalla nostra bocca non svaniscono, si conservano in eterno nello spazio infinito, e torneranno a loro tempo. Il dolore di uno solo farà soffrire tutti. La gioia di uno solo farà sorridere tutti. (pag. 266)

Destino non significa che la tua vita sia stata rigidamente predeterminata. Per questo affidare ogni cosa al fato e non contribuire attivamente alla musica dell’universo è segno di pura e semplice ignoranza. La musica dell’universo pervade ogni cosa e si compone di quaranta livelli diversi. Il tuo destino è il livello al quale suonerai la tua melodia. Puoi anche non cambiare strumento, ma come suoni dipende unicamente da te. (pag. 283)

Ogni sentimento autentico di amore e di amicizia è storia di cambiamenti inattesi. Se restiamo gli stessi prima e dopo aver amato, significa che non abbiamo amato abbastanza. (pag. 351)

Che immenso spreco, se anche un solo giorno nella tua vita è identico al precedente. Ogni momento, a ogni respiro, dobbiamo rinnovarci e poi rinnovarci ancora. (pag. 424)

the forty rules of love

Tacita l’urlo

ascolta il silenzio

che dal groppo in gola

sprofonda nelle viscere

avvolge ogni cellula

risale nel cuore

risuona ogni dove

e la pace,

infine,

musica la vita

nota dopo nota

armonia sinfonica

pregna di colori

di profumi.


Uno.

Un volto
vorrei sfiorare
nel cuore fragile
della notte
fra note di flauto e di organo.
E svanire
nell’abbraccio
del cielo
musicato
da tiepide dita
danzanti.

 

Due.

Sottile
instancabile
il dolore si insinua
tra le lievi note del flauto.
Le accompagna
sfuma nell’aria calmierata
odorosa di miele ambrato
dolcifica la ferita sanguinante
stende un velo lenitivo.

 

Tre.

Sei nell’aria sempre                                                                          
torni con le note
con il volo delle rondini
con il fruscio del vento
e l’odore salmastro
con il profumo del riccio di mare
appena pescato.
Profumi di zagare in fiore                                              
di corpo prosciugato
ripiegato nel dolore
di un amore perso
nell’eternità del mai più.