Il blog di Luciana Coén

Archivi categoria: natura stagioni

 

Il vento fresco di maestrale

accarezza il corpo disteso sulla sabbia

sotto il sole cocente

rinfrescandolo e sussurrando

non voglio essere il porto di nessuno

nessuno deve ormeggiare su di me

con la sua barca

per trovare riposo e ristoro

voglio veleggiare

a quattro o più o meno mani

dirigere il timone

e issare le vele verso mete

Lontano

oltre l’orizzonte del mare e del cielo

cerco un porto anch’io per ripartire.

18agosto2019 081

 Mi insegni l’arte di lasciar andare
quando il dolore preme
oggi
senza un perchè
e toglie il respiro le forze
-la luce è tersa
i colori vividi
il mare calmo
ma preme
il dolore
preme
sugli occhi
e ottenebra i colori
preme
sugli orecchi
i suoni attutiscono
preme
sulle membra
cedono sotto il suo peso.

18agosto2019 016

 

E scriviamo
o diciamo
sempre le stesse cose
ripetendole quasi ossessivamente
perchè ogni volta
sono nuove
vestono abiti diversi
abitano corpi altri
in ambienti mutati.

Ma tu sorridi
-continui a sorridere
e vai,
ti allontani
e le tue labbra
sussurrano ancora
finchè non sei più che un alone

lascia andare,
perdonati,
perdona.

18agosto2019 249

Fili  tesi ragnatele
o come lenze
impigliate negli ami
agganciati alle bocche
rimaste aperte per lo stupore

e niente riesce a liberarle
sanguinano
e chiamano a sé
corpi appesi ai fili
per un altro
ultimo
definitivo
martirio.

Com’è difficile
lasciar andare
staccarsi
rendersi liberi.

18agosto2019 235

 

Ogni cosa
ogni attimo pensiero azione
racchiude   possiede contiene nasconde abita
il suo ultimo:
di qualcosa è già conosciuto che sia l’ultimo;
per lo più l’ultimo verrà dopo
o dopo molto
nel tempo e nello spazio.
Ma verrà.

Ultimo bacio, con chi quando dove, sconosciuti
ultimo respiro, ignoto
ultimo giorno di un qualcosa
talvolta programmato.
Ma tutto ha una fine
tutto ultima
sconosciuta o meno.

Prepararsi e o accogliere
prepararsi a ciò che è previsto
comunque
accogliere
ciò che arriva
improvviso
o ripensato poi
come ultimo.

In tutti i casi
lasciar andare il già stato
-sabbia fine scivola tra le dita
lasciarsi andare a ciò che – dove – sono
e attendere quel che sarà
e sarà ultimo anch’esso
prima o poi.

18agosto2019 239

Continuerò a chiedermi
cos’è la morte
quel momento in cui
una persona
conosciuta vicina lontano amata
non è più presente
a lei a me a tutti
nello stesso tempo e spazio
allo stesso sguardo
allo stesso ascolto
allo stesso tocco.

E lo sgomento
ogni volta lo stesso
-urlo di Munch in eterno
senza risposta.
Ogni volta
per tutte le volte che
la vita è privata
a qualche volto
voce pensiero
mani conosciuti

Dove sarà? Dove saranno?
Risuona la domanda
eco infinita
cos’è la morte?

 

18agosto2019 242

Ricorderò te
donna che non è più
per la pelle morbida
pesca appena colta
velluto appena disteso

per la ritrosia nel darti
lenta, titubante
aprirsi poi come una rosa
al sorgere del sole
ancora umida di brina notturna

per il silenzio
rari fonemi
piccoli minuti gesti
lo riempivano
sguardi e passi felpati.

Ricorderò te
per l’amore creduto solo mio
cieco dello sguardo altrui

Ricorderò te
perchè altro non resta
si è dissolto nella fine
che attende tutto.

Vai per la tua strada.
Un amen per te.

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Una rondine, petto bianco
proteso al cielo
-potenza della natura;
un capriolo
lieve e veloce tra i campi
invano rincorso da un cane
-forza della natura;
qualche fiore di gelsomino bianco
ancora il suo
esile profumo inebria intenso il cammino;
una mora colta dal rovo
e subito assaporata;
uno scoiattolo rossiccio
con coda scura
scappa dalla strada
e si inerpica sull’albero nascondendosi
-vita della natura.
Un sospiro profondo dell’anima e
un battito profondo del cuore
“Il sussurro del mondo” (Richard Powers)

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1° andare

E’ sugli alberi spogli

nudi dell’inverno

che i nidi si stagliano

perfetti intrecci

tra i rami

nel cielo velato di neve.

 

2° andare

Oltrepassare la soglia

-forse la porta si è assottigliata;

mi butto tra le braccia

-si aprono

o erano già aperte

e io non le ho viste.

Il calore ci avvolge

anima dentro anima

amore dentro amore.

Le braccia scivolano

cingendo i corpi passati

e attendono

teneramente

quelli che saranno.

 

3° andare

Stai serena

sotto il cielo plumbeo

strappato da fiocchi di marmo

cangianti nei lampi di sole.

 

Stai serena

nella scia ventosa

-trascina sulle foglie

sulle onde mosse del mare

sulle ali degli uccelli

si adagiano morbide sulle folate

e si lasciano trasportare.

 

Stai serena

nell’acqua che dilava

goccia a goccia

ogni traccia trascorsa

e ridona novità

nel candore ghiacciato di una neve

nella trasparenza di un ruscello

nell’immensità di un mare.

 

Stai serena

nella pelle che aggrinzisce

gli anni segnati

nelle impronte cellulari

nascoste nelle pieghe del tuo corpo.

 

Stai serena

nei tratti

illuminati dal sole

-a squarci si affaccia

regalandoti la sua luce

ovunque

sempre

servitore per la tua vita.

 

Stai serena

ringraziando con amore

chi non è più con te

e coloro che lo saranno

e chi ti è rimasto accanto.

 


Per te, stasera

ho imbrigliato

un etereo arcobaleno

28dicembre2017 009

– timido

si mostrava

in tutti i suoi intensi colori;

un sole

– arrossava le nuvole rimaste grigie

e gravide di pioggia

tutto il giorno

28dicembre2017 007

Mentre la luce scemava

le gocce riprendevano

a intingersi nelle chiome

e le campane

radunavano per il vespro serale.

28dicembre2017 016

Il sole infine

nell’ultimo suo luccichio

calava all’orizzonte.

28dicembre2017 013


tornoperungiorno_copertina

 

in uscita nei prossimi giorni….

grazie a Rosella per l’acquerello di copertina, grazie a Marta per la prefazione

 

 

buona lettura!!!

 

 


Controvento

forse

le spalle al mare

la barca scivola

sull’acqua dolce

senza resistenza alcuna

silenziosa.

18agosto2017 024

Voga dopo voga

viso ai monti

sguardo al sole

-si affaccia al di sopra delle vette-

occhi gravidi

delle striature rosse rosacee

assorbite in brevissimo

nel giallo caldo

del nuovo giorno.

Sia luce.

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