Il blog di Luciana Coén

Archivi categoria: poesia

Due giovani braccia

r-accolsero

il piccolo corpo della donna

– aveva rotolato sul palco

più e più volte

il saluto al pubblico-

dolcemente la posero

sulla sedia

-rotelle per le sue gambe

non la sorreggevano.

Un sorriso luminoso

aprì ancora il volto

e ridenti gli occhi

smossero le piccole dita

in un grande incommensurabile

abbraccio.

Lacrime silenti invisibili

solcarono

corpi integri

-un grazie spesso

e tangibile

per la vita

-qualsiasi sia.

 

PRESENT-Performance-010-Un-Label

https://un-label.eu/en/project/present/

un-label performing arts company/mixed-abled international

https://zoell.wordpress.com/vita/

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frattaglia uno

Foriere di asciuttezza

le ore umide e dilatanti

appiccicate addosso

sfogliano il giorno

-dense gocce-

disperse al calar della notte

intrise in un caldo sonno

disciolte infine

nella brina mattutina.

 

frattaglia due

Cerco il sorriso

impigliato nelle pieghe

di abiti smessi

strappato nella trama

di un antico telaio

-zolla nella umida

terra in germoglio

di scura materia.


E’ un amore universale

forse

non ha nè possiede

un corpo

non pronuncia ti amo

o amo a te

ma amo

e basta.

Amo

la vita

la natura

tutti

e nessuno

e qualche volta me

e qualche volta te

quando l’amore

vuole rendersi carne

e la parola diventare

verbo.

Con il cuore in mano

l’istinto che erompe

la pace insieme al tormento.

Così è

amore universale

nessun diritto di proprietà

nessuna appartenenza

libero

come il vento

-solleva turbini

come le nuvole

-migrano i colori

come i semi

-si disperdono

per fecondare

come gli uccelli

-dispiegano grandi le ali

in un cielo

e terra

infinitamente

confusi.

 


Marzolina 1: il ciclamino

Cosa doniamo

in quest’ultimo

squarcio di anni?

 

Copriamo antiche solitudini

(e rinnovate)

in un lento sfiorare

di dita

su pelli attraversate

da maree

nel loro rapido arrivare

penetrare

arrendersi

e scomparire

prosciugate da nuovi umori.

 

Solleviamo leggerezze

sopite da pesi

sedimentati sulle spalle

ormai stanche e deformi.

 

Intrecciamo mani

nel sostenere corpi

sempre più lievi e scarnificati

essenze di anime

in perenne cambiamento.

 

Racchiudiamo vite

le nostre

quelle donate

quelle ricevute,

restituendo vita

negli universi tutti.

clivia

Marzolina 2: la clivia

Cogliere

senza bruciarsi

il bagliore

che improvviso

e breve

sprigiona nel giorno

prima che si disperda

in mille infinitesimali

puntini

e la vita scorra

come sempre

senza averne assaporato

la bellezza e unicità.

 


il tempo residuato

come goccia sospesa

-non sa dove scendere-

attende la sabbia

o una guancia

o un fiore

su cui sciogliersi.

E intanto il tempo va

nell’attesa umana

forgiata da desiderio inesaudito.

E dalla bolla

osserva

il lento gocciolio

dei sogni dispiegati.