Il blog di Luciana Coén

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Mani cariche di paternità

(mi hanno tolto la patria potestà)

mi sollevano in alto

credo nel gioco,

tante volte lo ha fatto

-da piccola più di ora-

vola vola vola;

un sorriso sul suo volto

(è un ghigno, cattivo)

giochiamo

ma gli occhi,

quegli occhi che ho cercato

quando la paura mi avvolgeva

(non riesco a guardarla negli occhi eppure devo)

hanno un lampo improvviso

e la paura stavolta

è lui a vestirmela addosso

(ha paura, lo sento).

Volo

-lui mi ha lasciata

(la lascio andare, nel vuoto)

il cielo sopra di me

un prato di asfalto sotto;

vado verso il cielo,

leggera

-una piuma

una farfalla

un falco

un’anima bambina-

mentre il mio corpo

precipita verso la terra,

non più madre,

sono nuda carne e ossa

ammassate informemente;

l’anima ormai

volata via

svuota la mente

i ricordi

il mio essere (stata)

bambina figlia.

 

 

 

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Grovigli di fili, poesie 2016-2018

Copertina Coen (3)poesie

 

sarò presente allo stand di Masso delle Fate sabato 29 settembre dalle 15 alle 16…

 

 

grazie a Veronica, Stefano ed Eleonora!


Il domani

è già passato

forse era o sarà

un altro domani.

Il tempo è di ognuno

-lo plasma

con le proprie mani

energia vita.

Il tuo domani

non sarà mai

come il mio.

Domani sarà sempre

un tempo vuoto

per te

per l’altro.


Insiste l’incontro

nell’ombra del silenzio

che avvolge la notte

orlata di una luna tondeggiante

ammiccante e complice

del perpetuarsi.

 

1marzo2018 022


passeggiate agostane

Firenze, Forte Belvedere

 

Gubbio

 

Vuote le strade, i vicoli.

Quasi.

Una panchina all’ombra – uomini;

un’altra – donne.

Frinire di cicale

lieve solfeggio di foglie

orchestrate dal vento.

Qualcuna

arsa dal calore agostano

volteggia in terra.

 

Parole sommesse

attraversano le persiane

a ombreggiare stanze,

una musica precipita

nel silenzio delle pietre.

 

L’umanità  attende

la frescura serotina

– sonnecchia ora

nell’afa pomeridiana.