Il blog di Luciana Coén

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cittànotturna

Ragni di luce

gli umani raggruppamenti

nel cuore della notte

visti dall’alto.

Tele tessute a scoprire

ogni angolo buio.

Inchiostro nero

improvviso si stende

tra la terra e il cielo

a oscurare le luci

ma le stelle

rimangono sopra di noi,

luminose,

nel cielo comunque.

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mini assaggio di via Francigena o Romea…

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dove immersa nella natura, tra odori colori e silenzio, puoi assaporare e godere

 

quello che viene offerto…

e  se esci appena un po’ dalla via

 

 

insediamenti umani antichi vengono incontro

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e stupisci a vedere sulle antiche pietre il gioco della campana, di infantile memoria, quando si giocava per strada e sui marciapiedi…

 

e a sera, con i piedi e le gambe provate, ma con l’anima colma di bellezza, il sole al tramonto illumina il giorno che finisce e, nel cuore, già quello che avanza.

Riscoperta di sè, nel silenzio della via, dove pochi pellegrini si incrociano o anche nessuno e solo la natura accompagna i passi.

Alla prossima più lunga via!

 

Un grazie dall’anima e dal cuore a Elvira e Roberto per l’accoglienza nelle loro stanze, dell’anima e della casa!

A presto rincontrarci!


un anno è andato

nonostante per molti l’anno bisestile sia portatore di sventure, essendo nata in un anno bisestile, è stato per me un anno denso di emozioni, intenso.

Ho ritrovato e subito perso un’amica dell’adolescenza.

Ho festeggiato i miei …anta…come volevo, viaggiando nei posti in cui desideravo andare e con le persone che volevo.

Ho lasciato andare spigolature per arrivare al nocciolo delle persone, delle cose e soprattutto di me stessa.

Ho raccolto nuovo sorrisi, nuovi volti, altre nuove parole.

Ho vissuto nelle-delle-con le emozioni.

Ho r-accolto dentro di me i colori variopinti dei luoghi attraversati.

E adesso non rimane che avviarci e aprirci al nuovo anno con un bellissimo 17 finale!

Grazie a tutti gli incontri del 2016.

Sereno 2017 a tutti!

Nicaragua, febbraio

Dresden, Hellerau, maggio

Israele, maggio

Sardegna, luglio

Forte di Bard, luglio

Pitigliano, agosto

Dresden, dicembre


Alba, cielo rosso

un punto

poi sempre più chiaro

alba-aereo

Sotto, le montagne

onde bloccate

pietrificate nel cielo

nell’aria nivea, ghiaccia

e, sopra,

continuano a ondeggiare

nuvole spumose

rare a cumuli

morbide volute di cotone

o distesa uniforme

di zucchero filato.

dresda-2016-011

Ma le montagne restano

come onde

marmorizzate nel loro culmine

un flusso stoppato

un urlo non gridato

una bocca rimasta aperta

uno stupore inespresso.

alpi-aereo


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prima cellula

Ci sono momenti

in cui la parola espirata

è un peso

un togliere aria

ampiezza

al respiro.

Il silenzio giunge

allora

a preservare la vita

a permettere all’alito

di allargare i polmoni

e continuare a essere.

 

 

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seconda cellula

Non scendo mai dal treno

tutte le stazioni sono la mia casa.

Dormo mi sveglio

attendo osservo

talvolta scendo

a sgranchire gambe.

Ma è la mia casa

perché non ho più casa

nessun luogo dove

andare stare

partire tornare

e ogni stazione

mi accoglie

mi prende

mi fa stare

e subito dopo

mi da il via

mi chiede di ripartire

andare tornare

altrove.

Il calore

l’umore sazio

della gente sul treno

mi fa  salire

e mi conduce via

verso un’altra stazione.

E quando salgono

per pulire le carrozze

io scendo

un bagno a terra mi riceve

rinfresco il viso

il corpo

cambio una maglia

spiumaccio i pantaloni

e risalgo su più pulito

quasi nuovo,

forse un altro me.

Un altro treno

un’altra stazione

un altro dove

mi attendono

e poi

ancora

mi lasceranno andare,

ripartirò.