Il blog di Luciana Coén

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Dipana l’amore

fili aggrovigliati

in un ricamo cesellato

morbido al tatto

ma indossabile.

 

Riavvolge nel fuso

la materia

assapora l’odore

del baco da seta

del manto di pecora

della canapa grezza.

 

Libera il dolore

frantumato

nell’infinita natura.

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Ho visto lacrime

dense di anni

affacciarsi o precipitare

su visi

solcati da rughe profonde.

Lacrime di commozione

per una musica

per un cielo azzurro

per il cinguettio di uccelli

per il volo di fenicotteri rosa

per il verde rinnovato

per un ippocastano fiorito

per il profumo dei fiori di tiglio.

Lacrime di commozione

per un amore

– festeggia

innumerevoli primavere;

un amore che insiste

nonostante i tanti anni

la rabbia

la distanza

il figlio mai venuto

la malattia

-travisa i ricordi

sconvolge ogni cosa

ma preserva viva

la tenerezza

scolpita nell’unione

nelle mani

-si cercano, l’un l’altra

una l’avvolge

e accarezza il corpo stanco

malato

nel sonno ristoratore.

 

 


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The forty rules of love – Le quaranta porte di Elif Shafak

best BUR, 2016,

traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini

L’amore è la causa. L’amore è il fine.

Esiste un modo per comprendere cos’è l’amore, senza prima essere innamorati?

L’amore non si può spiegare, ma solo provare.

L’amore non si può spiegare, eppure spiega tutto. (pag. 236, 249)

…che l’amore ti possa trovare quando meno te l’aspetti, dove meno te lo aspetti. (pag.77)

L’amore esiste dentro di noi fin dal momento in cui nasciamo, e da allora attende di essere scoperto. Di questo parla una delle quaranta regole: “L’universo intero è contenuto in un singolo essere umano: tu. Tutto quel che vedi attorno a te, anche le cose che potrebbero non piacerti, e persino quelle che tu disprezzi o aborri, tutto è presente in te, in gradi diversi. [ ] Il diavolo non è una forza straordinaria che ti aggredisce dall’esterno. È semplicemente una voce interiore. Se riuscirai a conoscere bene te stesso, ad affrontare con onestà e severità il tuo lato oscuro come quello luminoso, raggiungerai una forma suprema di conoscenza. Chi conosce sè stesso, conosce Dio”. (pag. 145)

Non preoccuparti di dove ti porterà la strada. Concentrati invece sul primo passo. È questa la parte più difficile e in questo consiste la tua responsabilità. Una volta fatto quel passo, lascia che tutto vada dove deve andare, il resto verrà da sé. Non seguire la corrente. Sii tu la corrente. (pag. 176)

Posso sperare che vada così. Sì. Posso controllarlo? No! [ ] il resto non è nelle mie mani. E questo è quello che i sufi chiamano il quinto elemento: il vuoto. L’inesplicabile e incontrollabile elemento divino che noi come esseri umani non possiamo comprendere, ma di cui dovremmo sempre essere consapevoli [ ]. Ho accettato il fatto che ci sono cose che vanno oltre i miei limiti. Io posso scorgerne solo qualche immagine, come scene sparse da un film, ma il grande progetto è al di là della mia comprensione. (pag. 187)

L’universo è un solo essere. Tutto e tutti sono collegati tra loro mediante una rete invisibile di storie. Che ne siamo consapevoli o meno, tutti intratteniamo fra noi una conversazione silenziosa. Non fare alcun male. Pratica la compassione. Non fare maldicenza alle spalle altrui, nemmeno un’osservazione apparentemente innocente! Le parole uscite dalla nostra bocca non svaniscono, si conservano in eterno nello spazio infinito, e torneranno a loro tempo. Il dolore di uno solo farà soffrire tutti. La gioia di uno solo farà sorridere tutti. (pag. 266)

Destino non significa che la tua vita sia stata rigidamente predeterminata. Per questo affidare ogni cosa al fato e non contribuire attivamente alla musica dell’universo è segno di pura e semplice ignoranza. La musica dell’universo pervade ogni cosa e si compone di quaranta livelli diversi. Il tuo destino è il livello al quale suonerai la tua melodia. Puoi anche non cambiare strumento, ma come suoni dipende unicamente da te. (pag. 283)

Ogni sentimento autentico di amore e di amicizia è storia di cambiamenti inattesi. Se restiamo gli stessi prima e dopo aver amato, significa che non abbiamo amato abbastanza. (pag. 351)

Che immenso spreco, se anche un solo giorno nella tua vita è identico al precedente. Ogni momento, a ogni respiro, dobbiamo rinnovarci e poi rinnovarci ancora. (pag. 424)

the forty rules of love

Vivo tra le crepe

dell’amore

 

Attraverso le crepe

degli amori trascorsi

 

Riparo le crepe,

il segno rimane,

qualcuna si incrina

ancora

 

Osservo

le crepe della vita,

mi ricordano

la vita,

che sono stata

e sono viva.


24aprile2017 092

Attendo

nuovo amore

-si allontani l’incredulo stupore

dell’amore finito.

Stupore desiderio

di innamorarsi

ancora

di me

dell’ignoto

del mondo

dello sconosciuto.

Si profila all’orizzonte

un’ombra

sempre più chiara:

che si illumini,

esca dalle tenebre

e si concretizzi,

disseti il cuore

e rinfreschi l’anima

in questo breve

scorcio di vita.