Il blog di Luciana Coén

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Svegliarsi

col sorriso di un bimbo

che attende (al)la vita

 

osserva con stupore

intorno a sè

quel che arriva

e smuove

 

-come il fondo del mare

a riva

nell’acqua limpida

al mattino presto

quando smosso

da onde lievi

si modella

attimo dopo attimo

in forme

e rilievi sabbiosi

sempre nuovi

e diversi.

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giovedì 23 maggio 2019, una mattinata in compagnia degli anziani

della RSA Villa S. Martino di San Casciano e dei loro acquerelli

http://www.gazzettinodelchianti.it/articoli/approfondimenti/24479/notizie-su-san-casciano/mostra-pittura-rsa-san-martino.php?fbclid=IwAR2JG1zn0o80842VHSZztOttssC2Koo2_Lg90TseLg2VhLydnoijCvt_eBo#.XOegcRYzbIV

nella splendida cornice del Museo Arte Sacra Giuliano Ghelli

madonne

dove la nostra Nunziatina, narratrice della sua vita nel libretto scritto con la cura di Rosella Borghi e Luciana Coèn “Sul filo della memoria-Ricordi amorevoli di Montepaldi”, ha potuto rivedere la Madonna che era nella chiesina di Montepaldi annessa alla fattoria dove ha vissuto e lavorato un’intera vita

nunziatina madonna

facendole battere ancora più forte il cuore!

Grazie alla direttrice del Museo, che ha concesso i locali;

grazie ad Eugenia Liaci che ha condotta i laboratori di pittura;

grazie agli operatori della RSA e alla direzione per l’attenzione ai loro ospiti;

grazie a Rosella per la complicità nell’avventura

ma soprattutto

grazie a tutti gli anziani che ci hanno fatto capire e vedere che dentro ognuno di noi c’è un mondo che può essere sempre svelato con qualsiasi arte

purchè ci sia cura, attenzione, rispetto, curiosità.


frattaglia uno

Foriere di asciuttezza

le ore umide e dilatanti

appiccicate addosso

sfogliano il giorno

-dense gocce-

disperse al calar della notte

intrise in un caldo sonno

disciolte infine

nella brina mattutina.

 

frattaglia due

Cerco il sorriso

impigliato nelle pieghe

di abiti smessi

strappato nella trama

di un antico telaio

-zolla nella umida

terra in germoglio

di scura materia.


Un sussurro la  presenza

              la mano salutava lenta
              con lo stupore in punta di dita
              la scia che striava il cielo azzurro

 sussulta l’anima

              il fiore esotico rosso sanguigno
              sensuale nel suo turgido pistillo bianco
              effimero come la farfalla
              apparso e scomparso nello stesso giorno

un respiro

           il sorriso a fior di labbra
           lento anch’esso nel suo propagarsi
                                            quasi folle

alita un’assenza

             la brina imbianca le distese
             ai piedi dei monti
             riluce al sole nascente
             si scioglie sotto il tiepido raggio

la nutre  la ricorda

           il giorno va
           uguale e diverso sempre

effimera.


Scese la serenità

tulle impalpabile

come i giorni a venire-

affiorano antichi umori

da invisibili trasparenze

-si sciolgono al tiepido soffio

della brezza notturna.