Il blog di Luciana Coén

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Incateno le parole

– le parole incatenano me –

prigioniere dei sensi

e dei pensieri.

Una dietro l’altra

in un ordine

apparentemente rigoroso

immerse in una caotica realtà

si liberano,

agli occhi attenti e curiosi

del lettore

– scardina la catena

anello dopo anello

scardina me –

e le fa sue.

 

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Non camminò sulle acque,

l’amore

-o le acque non si aprirono-

per porgergli la terra

sotto i piedi.

Inabissato nell’abisso interiore

solo nell’assoluta solitudine

del solo

ancora vola

-aquilone dal filo dispiegato

in attesa delle dita

che lo riavvolgano

e ne orienti l’ascesa.

 

 


La settimana intensa di incontri e presentazione libri si è conclusa, nonostante il tentativo di censura. Ogni presentazione ha portato nuove e interessanti riflessioni sui miei scritti, proposto sguardi diversi. Adesso per me il riposo dopo tutte le forti e coinvolgenti emozioni, ma non prima di aver ringraziato per la stima e il sostegno; per aver creduto (e credere) in me e nella mia scrittura:

Hanz Gutierrez, Centro culturale di scienze umane e religiose (CECSUR), Istituto avventista di cultura biblica, Firenze;

Maria Rosa Zigliani, Grazia Chiarini e Leonardo Fei, Società Italiana Medicina Psicosomatica (SIMP) Sezione Toscana;

Chiara Molducci, assessore Pubblica Istruzione comune San Casciano V. Pesa;

Marco Rossetti, Biblioteca comunale S. Casciano V. Pesa;

Eugenia Liaci, pittrice, Atelier Stella Sambuca V. Pesa;

Nadia Bassanese, psicoterapeuta, associazione La Finestra Firenze;

Rosella Borghi, per la sua presenza, vicinanza, amicizia e per i suoi preziosissimi e apprezzatissimi acquerelli;

e tutti i partecipanti che con le loro  emozioni,  attenzione, coinvolgimento e contributo hanno reso gli incontri densi di significato.

Grazie dall’anima

acquerelli di Rosella Borghi proprietà riservata


Morto

sprofondato in un recesso

inaccessibile ormai al mio cuore

non avrai più alcuna altra

resurrezione

-non possiedi il bene alato

dell’anima pura.

Libera dall’abbraccio costringente

da parole edentule falsamente vere

leggera senza il tuo piombo

andrò,

viva

e fino all’ultimo respiro

addio.


Ex

Amarci

tenera fatalità.

 

Lasciarci

dolorosa necessità.

 

Incogniti incedono i giorni.

 

Troverò pace e riposo

nell’essere stata (forse)

amata

e mai (forse) intimamente

accolta

conosciuta.

 

Pennellate lievi sfumano

la luce i colori.