Il blog di Luciana Coén

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Odore di mamma

disperso nelle tue ceneri;

odore di mamma

nel latte del tuo seno;

odore di mamma

nel profumo alle zagare

-ti cospargevi il  corpo.

Odore di mamma

negli abiti freschi

nelle scarpe sformate

nei passi stanchi.

Odore di mamma

nei capelli candidi

negli occhi scuri

-affondava profondo il tuo sguardo.

Odore di mamma

nel chiuso della stanza

dove il male ti adagiava.

Odore di mamma

negli anni scorsi sulla pelle

nella dolcezza senile del viso

nel sorriso tirato

nelle mani sempre più scarne.

Odore di mamma

negli occhi che si chiudono

-pregni e stanchi di tanta vita

nel respiro che si fa flebile

nell’assenza che assorbe

il tuo odore di mamma.

 

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80 anni mamma

sarebbero stati 90…ciao mamma nel tuo essere altrove…con il tuo bel sorriso quando tu e la vita sorridevate insieme…

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12 dicembre 1979 – 12 dicembre 2014

caro babbo,

35 anni fa da che sei morto e naturalmente la vita è andata avanti; siamo cresciuti, invecchiati, mamma e Giordania sono morte anche loro.

Con le mie figlie piccole, circa 25 anni or sono, scrivevo queste parole nella poesia “Lettere al padre” a te dedicata:

Mi manchi, oggi, padre;

il tuo pensiero è penetrato in me

è presente quando ogni mattina

rivedo le bimbe sveglie

e organizzo il loro tempo

nella speranza di aiutarle a crescere.

sono, siamo cresciute e puoi essere orgoglioso di come sono: hanno senso di responsabilità, sono autonome, hanno interiorizzato i valori della famiglia, del rispetto per gli altri, per la vita, per la coerenza, dell’importanza dell’impegno nello studio e nel lavoro. E continuavo:

Nonostante i silenzi,

le parole limitate alla quotidianità

gli anni che ci hanno separati

sin dalla nascita,

il tuo pensiero si è insinuato

profondamente in me

e rivedo i tuoi libri

il tuo mondo in quella stanza

amata odiata

perché toglieva spazio e tempo a noi.

qualcosa è passato tra noi. Non è stato facile il nostro rapporto, permeato dalle difficoltà familiari, dal tuo dolore di tutta una vita e soprattutto dalle persecuzioni razziali  in poi – la fuga in Palestina, le malattie, il rientro e la riabilitazione nel lavoro – che ti hanno sempre più ripiegato fino a rimanerne schiacciato totalmente. Ultima figlia, ho vissuto il tuo lento ripiegamento e poco ho conosciuto di te, della tua storia. La tua presenza in casa era ai limiti dell’assenza, tanto stavi dentro al tuo studio e ai tuoi studi e i contatti, le parole scambiate con noi al di là della porta, erano rarissimi e limitati ai gesti del vivere quotidiano.

Mi sei rimasto incompreso per tantissimi anni, alternando rabbia, un sottile odio – anche per la tua morte precoce – che mi ha lasciato praticamente sola con la mamma e la sua malattia.

Sono stata incaricata silenziosamente dai miei fratelli di catalogare i documenti, il materiale, i libri del tuo studio e lì ho cominciato a conoscere la parte di te che stava rinchiusa nello studio. Ho toccato con mano i tuoi scritti, qualcosa in più della tua storia, articolata quanto tormentata, scoprendo una persona Padre che in vita non avevo potuto conoscere.

Una sorpresa mista a tristezza per la vita troppo breve che abbiamo trascorso insieme, che non ci ha permesso di conoscerci più a fondo.

E quando la mamma è morta, altri aspetti di te e lei, della vostra storia sono emersi, facendomi comprendere quanto anche il vostro incontro sia stato importante per ognuno di voi, ma anche doloroso difficile per la storia luttuosa che tutti e due portavate e che spesso confliggeva con il progetto di vita che vi proponevate per il futuro.

Certo la vita non è stata clemente con nessuno dei due, ma ciò che avete lasciato, ciò che avete seminato, sta dando i suoi frutti, in noi figli nipoti e studenti  che vi hanno avuti come insegnanti.

Ciao babbo, continua il tuo cammino con la generosità onestà e coerenza di sempre.doc00287120130716082041_001


5 sono state le presentazioni dell’ultimo mio libro “Quel che non sai. Figlia e madre nella sofferenza psichica”; ognuna ha toccato un tema presente nel libro

16 aprile, Collegio Infermieri Firenze: tema centrale, etica del fine vita e direttive anticipate, in particolare in una persona con sofferenza psichica

11 settembre, biblioteca Chiarugi ex manicomio S.Salvi Firenze: stare nella relazione con una persona con sofferenza psichica

17 settembre, CasAurora Firenze, all’interno della Campagna 7 della Chiesa Avventista contro le violenze e gli abusi nei bambini, il trauma nel bambino

9 ottobre, Convegno Le parole ritrovate Trento, testimonianze in diretta di persone con sofferenza psichica e familiari

28 novembre, circolo Affratellamento Firenze, la relazione madre figlia, diventare donna e madre con una madre con sofferenza psichicacopertina quel

Grazie a tutti coloro che hanno donato il loro impegno e presenza per organizzare e realizzare le presentazioni; grazie ai partecipanti e alle emozioni di tutti.