Il blog di Luciana Coén

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Immagine 013

E’ ora di chiudere la porta

prima che il gelo

imbeva le mura.

La notte incespica

negli ultimi ritagli di luce;

poi, raddrizzata,

li sovrasta e li spegne.

La finestra aperta

accoglie le stelle

-sorridono-

e il cono lunare

illumina i volti amati.

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Forse leggerà

nel chiarore di un’alba

i piedi umidi di rugiada

lo sguardo all’orizzonte

verso la luce che prorompe.

Vane sono oramai

le parole

-qualsiasi siano-

volano via appena

sfiorano terra

eteree inconsistenti

nell’amore

che più non è.


Mi nutro dell’assenza

mi nutro nell’assenza

-assenza io stessa-

i giorni  si rincorrono.

Mi appartiene,

questa assenza,

senza volto nè corpo

come il sole

e la notte

-lievi i loro veli

abbracciano la storia.

Dolore ancestrale

mai sopito

quasi irriducibile

silente

come brace perennemente viva

-quando affiora, dilania

e brucia.

Città deserta, all’alba. Chi giace, ha solo un corpo; il volto coperto.


http://www.mudec.it/ita/frida-kahlo-mostra-mudec-milano/

a due grandi donne

Frida Kahlo

Alda Merini

il cui dolore fisico e psichico non ha piegato

il talento, la passione per la vita e la creatività

donandoci emozionanti creature-creazioni

 

splendida mostra al MUDEC di Milano


Too-Much-Night-Again-installation-South-London-Gallery-Pae-White

Dipana l’amore

fili aggrovigliati

in un ricamo cesellato

morbido al tatto

ma indossabile.

 

Riavvolge nel fuso

la materia

assapora l’odore

del baco da seta

del manto di pecora

della canapa grezza.

 

Libera il dolore

frantumato

nell’infinita natura.