Il blog di Luciana Coén

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https://www.ilmessaggero.it/italia/lancia_figlia_balcone_taranto-4024788.html

 

Mani cariche di paternità

(mi hanno tolto la patria potestà)

mi sollevano in alto

credo nel gioco,

tante volte lo ha fatto

-da piccola più di ora-

vola vola vola;

un sorriso sul suo volto

(è un ghigno, cattivo)

giochiamo

ma gli occhi,

quegli occhi che ho cercato

quando la paura mi avvolgeva

(non riesco a guardarla negli occhi eppure devo)

hanno un lampo improvviso

e la paura stavolta

è lui a vestirmela addosso

(ha paura, lo sento).

Volo

-lui mi ha lasciata

(la lascio andare, nel vuoto)

il cielo sopra di me

un prato di asfalto sotto;

vado verso il cielo,

leggera

-una piuma

una farfalla

un falco

un’anima bambina-

mentre il mio corpo

precipita verso la terra,

non più madre,

sono nuda carne e ossa

ammassate informemente;

l’anima ormai

volata via

svuota la mente

i ricordi

il mio essere (stata)

bambina figlia.

 

 

 

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unite e uniti contro la violenza alle donne

e la violenza su tutti i fronti


Ammiro e ringrazio chi riesce ancora a trovare parole per il susseguirsi di femminicidi nel nostro paese.

Personalmente, ho invece sempre più difficoltà a trovarle, lo sgomento scatena il silenzio, non compiacente, ma sconvolto, spaesato per il reiterarsi di tanta barbarie.

Si affaccia un pensiero: indipendentemente dal genere, sembra prevalere la perdita della sacralità della vita umana, qualsiasi essa sia. Che senso hanno, da dove derivano le stragi, gli stupri etnici e non, i femminicidi che vengono perpetrati in nome di un dio, di una etnia prevaricatrice su altre, di un Io frustrato e così vulnerabile da non accettare la fine di una relazione o l’altro Altro-da -se?

Amori sbagliati, patologici, grandi e piccoli, nei quali si è smarrita, bruciata, uccisa la vita stessa nell’aspetto cruciale del suo essere SACRA. Sacra per sé stessa e per chi la abita ma soprattutto per ciò che è in relazione agli altri, al mondo, all’universo.

Annientare, colpire, uccidere una donna sembra rafforzare questa troppo diffusa perdita della sacralità della vita perché è la donna che porta in sé una vita, la partorisce e la consegna al mondo, agli altri esseri umani, con tutta la sua essenza sacra.

Senso del sacro che niente ha a che vedere con qualsivoglia religione, ma solo con l’intima profonda spiritualità che abita ognuno e che necessita dell’altrui riconoscimento per poter essere.


18 giugno 2016

Toscana pride

contro ogni forma di violenza e discriminazione

 

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Andrea Bajani su Repubblica di oggi:

Si dà meno conto però dei volti di quelle donne che, massacrate dagli uomini a cui erano legate, sono ancora vive….nella storia di Chiara si dice invece come si resta, in che condizioni, qual è la vita che c’è dopo.

http://www.ilprimoamore.com/blogNEW/blogDATA/spip.php?article3530

http://ricerca.repubblica.it/ricerca/repubblica?query=andrea+bajani&view=repubblica&ref=HRHS

arriveremo al mai più?

Educhiamo i nostri figli a stare dalla parte delle bambine, scrive Matteo Bussola…

bene cominciamo, noi donne mamme sorelle zie…ma anche tutti gli altri uomini

rimbocchiamoci le maniche…