Il blog di Luciana Coén

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Non camminò sulle acque,

l’amore

-o le acque non si aprirono-

per porgergli la terra

sotto i piedi.

Inabissato nell’abisso interiore

solo nell’assoluta solitudine

del solo

ancora vola

-aquilone dal filo dispiegato

in attesa delle dita

che lo riavvolgano

e ne orienti l’ascesa.

 

 

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Morto

sprofondato in un recesso

inaccessibile ormai al mio cuore

non avrai più alcuna altra

resurrezione

-non possiedi il bene alato

dell’anima pura.

Libera dall’abbraccio costringente

da parole edentule falsamente vere

leggera senza il tuo piombo

andrò,

viva

e fino all’ultimo respiro

addio.


1° andare

E’ sugli alberi spogli

nudi dell’inverno

che i nidi si stagliano

perfetti intrecci

tra i rami

nel cielo velato di neve.

 

2° andare

Oltrepassare la soglia

-forse la porta si è assottigliata;

mi butto tra le braccia

-si aprono

o erano già aperte

e io non le ho viste.

Il calore ci avvolge

anima dentro anima

amore dentro amore.

Le braccia scivolano

cingendo i corpi passati

e attendono

teneramente

quelli che saranno.

 

3° andare

Stai serena

sotto il cielo plumbeo

strappato da fiocchi di marmo

cangianti nei lampi di sole.

 

Stai serena

nella scia ventosa

-trascina sulle foglie

sulle onde mosse del mare

sulle ali degli uccelli

si adagiano morbide sulle folate

e si lasciano trasportare.

 

Stai serena

nell’acqua che dilava

goccia a goccia

ogni traccia trascorsa

e ridona novità

nel candore ghiacciato di una neve

nella trasparenza di un ruscello

nell’immensità di un mare.

 

Stai serena

nella pelle che aggrinzisce

gli anni segnati

nelle impronte cellulari

nascoste nelle pieghe del tuo corpo.

 

Stai serena

nei tratti

illuminati dal sole

-a squarci si affaccia

regalandoti la sua luce

ovunque

sempre

servitore per la tua vita.

 

Stai serena

ringraziando con amore

chi non è più con te

e coloro che lo saranno

e chi ti è rimasto accanto.

 


marzo donne san casciano

27 marzo ore 21

presentazione dell’ultimo mio libro

Torno per un giorno

con gli acquerelli splendenti di Rosella Borghi


Mi hai lanciato in alto

le mie vesti si sono aperte 

come ali mentre scendevo.

Ma nessuno poi, mi ha afferrato.

Scrisse queste parole

su una piuma

perchè volasse leggera insieme.

Colsi quella piuma

e intingendola

nell’arancio di un tramonto

nel blu di una notte

nel rosa di un’alba

risposi:

la vita ti afferra

per le vesti tramutate in ali,

ti tiene avvinghiata

finchè il tempo del desiderio

sarà.

La vita, null’altro

può afferrarci.

La vita abitata da un figlio

un compagno

una passione

un amico

un fiore

una trascendenza.

Solo lei ci afferra

nel tempo insieme.

Null’altro possiamo:

-attendere il nostro

tempo di separazione

e riempire l’attesa

di gioia dolore

leggerezza stanchezza

bellezza malinconia.

Abbandoniamoci alla vita.

Niente altro ci afferra

nessun altro ci salva.

12febbraio2017 086