Il blog di Luciana Coén

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Mi hai lanciato in alto

le mie vesti si sono aperte 

come ali mentre scendevo.

Ma nessuno poi, mi ha afferrato.

Scrisse queste parole

su una piuma

perchè volasse leggera insieme.

Colsi quella piuma

e intingendola

nell’arancio di un tramonto

nel blu di una notte

nel rosa di un’alba

risposi:

la vita ti afferra

per le vesti tramutate in ali,

ti tiene avvinghiata

finchè il tempo del desiderio

sarà.

La vita, null’altro

può afferrarci.

La vita abitata da un figlio

un compagno

una passione

un amico

un fiore

una trascendenza.

Solo lei ci afferra

nel tempo insieme.

Null’altro possiamo:

-attendere il nostro

tempo di separazione

e riempire l’attesa

di gioia dolore

leggerezza stanchezza

bellezza malinconia.

Abbandoniamoci alla vita.

Niente altro ci afferra

nessun altro ci salva.

12febbraio2017 086

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Ci vuole tempo

per lasciar andare

-sedimentare

sentimenti ricordi pensieri

pacificarsi con sè stessi

con il passato

con ciò che è stato.

Finché la calma del vuoto

lascerà spazio al nuovo

in un tenero

luminoso abbraccio.

 

L’ultimo tempo

sarà il tempo del ringraziamento

per il dono ricevuto

ed accolto.

Con amore

nell’amore.

gennaio2017 066


primula bca

Ho giocato con la tua vita, piccola primula smarrita.

Qualcuna, prima

ha giocato con la mia:

non l’ho mai vista

nè conosciuta

nè sentito il suo odore

nè ascoltato la sua voce

nè assorbito il suo calore.

Se ne è andata

appena ho visto la  luce

troppo forte per me

troppo intensa per lei

che mi vide quella sola volta

dopo il dolore forte

che le lacerò la carne.

Tu piccola primula smarrita

sei uscita veloce

indolore

silenziosa

e poi hai subito urlato.

Ti ho appena guardata

e due mani ti hanno allontanato

subito da me.

Tutto è tornato come prima.

Anche io sono una piccola primula smarrita.


30dicembre2017 009

 

si chiude il 2017 fra poche ore:

nessun particolare bilancio di un anno intenso vivo complesso.

Solo ricordare due sentimenti  prepotentemente emersi:

Si è rafforzata l’amicizia (senza distinzione di genere);

  si è valorizzata e “usata” la solidarietà e complicità femminile

con le figlie, le amiche, le donne incontrate e conosciute anche solo per breve tempo, quel tempo necessario a sfiorarsi reciprocamente.

Ringrazio chi ho perduto per la presenza donatami finchè non è andato altrove; ringrazio chi con la sua vicinanza mi ha accompagnata oltre la perdita,

permettendomi ancora di guardare  avanti.

Un particolare, forse insolito, ringraziamento, da me lettrice accanita, ai traduttori per il loro importantissimo e complesso lavoro nel riportare nella nostra lingua parole sensi frasi significative pregnanti di scrittori in altro idioma.

La loro capacità e abilità interpretativa  e di riscrittura dei testi  credo sia pari all’abilità di coinvolgimento dell’autore che traducono. Grazie!

A tutti, ma proprio tutti, l’augurio per un sereno intenso luminoso 2018

30dicembre2017 007


le-quaranta-porte-143673

The forty rules of love – Le quaranta porte di Elif Shafak

best BUR, 2016,

traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini

L’amore è la causa. L’amore è il fine.

Esiste un modo per comprendere cos’è l’amore, senza prima essere innamorati?

L’amore non si può spiegare, ma solo provare.

L’amore non si può spiegare, eppure spiega tutto. (pag. 236, 249)

…che l’amore ti possa trovare quando meno te l’aspetti, dove meno te lo aspetti. (pag.77)

L’amore esiste dentro di noi fin dal momento in cui nasciamo, e da allora attende di essere scoperto. Di questo parla una delle quaranta regole: “L’universo intero è contenuto in un singolo essere umano: tu. Tutto quel che vedi attorno a te, anche le cose che potrebbero non piacerti, e persino quelle che tu disprezzi o aborri, tutto è presente in te, in gradi diversi. [ ] Il diavolo non è una forza straordinaria che ti aggredisce dall’esterno. È semplicemente una voce interiore. Se riuscirai a conoscere bene te stesso, ad affrontare con onestà e severità il tuo lato oscuro come quello luminoso, raggiungerai una forma suprema di conoscenza. Chi conosce sè stesso, conosce Dio”. (pag. 145)

Non preoccuparti di dove ti porterà la strada. Concentrati invece sul primo passo. È questa la parte più difficile e in questo consiste la tua responsabilità. Una volta fatto quel passo, lascia che tutto vada dove deve andare, il resto verrà da sé. Non seguire la corrente. Sii tu la corrente. (pag. 176)

Posso sperare che vada così. Sì. Posso controllarlo? No! [ ] il resto non è nelle mie mani. E questo è quello che i sufi chiamano il quinto elemento: il vuoto. L’inesplicabile e incontrollabile elemento divino che noi come esseri umani non possiamo comprendere, ma di cui dovremmo sempre essere consapevoli [ ]. Ho accettato il fatto che ci sono cose che vanno oltre i miei limiti. Io posso scorgerne solo qualche immagine, come scene sparse da un film, ma il grande progetto è al di là della mia comprensione. (pag. 187)

L’universo è un solo essere. Tutto e tutti sono collegati tra loro mediante una rete invisibile di storie. Che ne siamo consapevoli o meno, tutti intratteniamo fra noi una conversazione silenziosa. Non fare alcun male. Pratica la compassione. Non fare maldicenza alle spalle altrui, nemmeno un’osservazione apparentemente innocente! Le parole uscite dalla nostra bocca non svaniscono, si conservano in eterno nello spazio infinito, e torneranno a loro tempo. Il dolore di uno solo farà soffrire tutti. La gioia di uno solo farà sorridere tutti. (pag. 266)

Destino non significa che la tua vita sia stata rigidamente predeterminata. Per questo affidare ogni cosa al fato e non contribuire attivamente alla musica dell’universo è segno di pura e semplice ignoranza. La musica dell’universo pervade ogni cosa e si compone di quaranta livelli diversi. Il tuo destino è il livello al quale suonerai la tua melodia. Puoi anche non cambiare strumento, ma come suoni dipende unicamente da te. (pag. 283)

Ogni sentimento autentico di amore e di amicizia è storia di cambiamenti inattesi. Se restiamo gli stessi prima e dopo aver amato, significa che non abbiamo amato abbastanza. (pag. 351)

Che immenso spreco, se anche un solo giorno nella tua vita è identico al precedente. Ogni momento, a ogni respiro, dobbiamo rinnovarci e poi rinnovarci ancora. (pag. 424)

the forty rules of love