Il blog di Luciana Coén

Archivi tag: vita

alba 2sett2019

alba di oggi, altra strada da percorrere … un tratto è già stato percorso, i due terzi impegnati e impregnati di lavoro … oltre quarant’anni, il nocciolo della vita: la famiglia, la maternità, il lavoro, gli interessi personali … un punto fermo ora è stato messo al lavoro. Un grazie a tutte le persone incontrate, sfiorate, assaporate, toccate, respinte: colleghi di ogni ordine e grado (impossibile tenerne il conto), allievi (secondo i conti del mio collega Marco sembra siano stati circa 1320 …), altre persone intercettate per interessi legati o derivati ​​dal lavoro … grazie e serena vita a tutti, chi è ancora nel percorso lavorativo professionale, chi non è già fuori e non sta intraprendendo o ne ha intrapreso un altro.

Un grazie speciale a Irene ed Elena che hanno reso più leggiadro il percorso con la loro costante presenza e il loro amore.

Annunci

 

Il vento affresco di maestrale

accarezza il corpo disteso sulla sabbia

sotto il sole cocente

rinfrescandolo e sussurrando

non voglio essere il porto di nessuno

nessuno deve ormeggiare su di me

con la sua barca

per trovare riposo e ristoro

voglio veleggiare

a quattro o più o meno mani

dirigere il timone

e issare le vele verso mete

Lontano

oltre l’orizzonte del mare e del cielo

cerco un porto anch’io per ripartire.

18agosto2019 081

 Mi insegni l’arte di lasciar andare
quando il dolore preme
oggi
senza un perchè
e toglie il respiro le forze
-la luce è tersa
i colori vividi
il mare calmo
ma preme
il dolore
preme
sugli occhi
e ottenebra i colori
preme
sugli orecchi
i suoni attutiscono
preme
sulle membra
cedono sotto il suo peso.

18agosto2019 016

 

E scriviamo
o diciamo
sempre le stesse cose
ripetendole quasi ossessivamente
perchè ogni volta
sono nuove
vestono abiti diversi
abitano corpi altri
in ambienti mutati.

Ma tu sorridi
-continui a sorridere
e vai,
ti allontani
e le tue labbra
sussurrano ancora
finchè non sei più che un alone

lascia andare,
perdonati,
perdona.

18agosto2019 249

Fili  tesi ragnatele
o come lenze
impigliate negli ami
agganciati alle bocche
rimaste aperte per lo stupore

e niente riesce a liberarle
sanguinano
e chiamano a sé
corpi appesi ai fili
per un altro
ultimo
definitivo
martirio.

Com’è difficile
lasciar andare
staccarsi
rendersi liberi.

18agosto2019 235

 

Ogni cosa
ogni attimo pensiero azione
racchiude   possiede contiene nasconde abita
il suo ultimo:
di qualcosa è già conosciuto che sia l’ultimo;
per lo più l’ultimo verrà dopo
o dopo molto
nel tempo e nello spazio.
Ma verrà.

Ultimo bacio, con chi quando dove, sconosciuti
ultimo respiro, ignoto
ultimo giorno di un qualcosa
talvolta programmato.
Ma tutto ha una fine
tutto ultima
sconosciuta o meno.

Prepararsi e o accogliere
prepararsi a ciò che è previsto
comunque
accogliere
ciò che arriva
improvviso
o ripensato poi
come ultimo.

In tutti i casi
lasciar andare il già stato
-sabbia fine scivola tra le dita
lasciarsi andare a ciò che – dove – sono
e attendere quel che sarà
e sarà ultimo anch’esso
prima o poi.

18agosto2019 239

Continuerò a chiedermi
cos’è la morte
quel momento in cui
una persona
conosciuta vicina lontano amata
non è più presente
a lei a me a tutti
nello stesso tempo e spazio
allo stesso sguardo
allo stesso ascolto
allo stesso tocco.

E lo sgomento
ogni volta lo stesso
-urlo di Munch in eterno
senza risposta.
Ogni volta
per tutte le volte che
la vita è privata
a qualche volto
voce pensiero
mani conosciuti

Dove sarà? Dove saranno?
Risuona la domanda
eco infinita
cos’è la morte?

 

18agosto2019 242

Ricorderò te
donna che non è più
per la pelle morbida
pesca appena colta
velluto appena disteso

per la ritrosia nel darti
lenta, titubante
aprirsi poi come una rosa
al sorgere del sole
ancora umida di brina notturna

per il silenzio
rari fonemi
piccoli minuti gesti
lo riempivano
sguardi e passi felpati.

Ricorderò te
per l’amore creduto solo mio
cieco dello sguardo altrui

Ricorderò te
perchè altro non resta
si è dissolto nella fine
che attende tutto.

Vai per la tua strada.
Un amen per te.

DSC_9612

Una rondine, petto bianco
proteso al cielo
-potenza della natura;
un capriolo
lieve e veloce tra i campi
invano rincorso da un cane
-forza della natura;
qualche fiore di gelsomino bianco
ancora il suo
esile profumo inebria intenso il cammino;
una mora colta dal rovo
e subito assaporata;
uno scoiattolo rossiccio
con coda scura
scappa dalla strada
e si inerpica sull’albero nascondendosi
-vita della natura.
Un sospiro profondo dell’anima e
un battito profondo del cuore
“Il sussurro del mondo” (Richard Powers)


Svegliarsi

col sorriso di un bimbo

che attende (al)la vita

 

osserva con stupore

intorno a sè

quel che arriva

e smuove

 

-come il fondo del mare

a riva

nell’acqua limpida

al mattino presto

quando smosso

da onde lievi

si modella

attimo dopo attimo

in forme

e rilievi sabbiosi

sempre nuovi

e diversi.


E’ un amore universale

forse

non ha nè possiede

un corpo

non pronuncia ti amo

o amo a te

ma amo

e basta.

Amo

la vita

la natura

tutti

e nessuno

e qualche volta me

e qualche volta te

quando l’amore

vuole rendersi carne

e la parola diventare

verbo.

Con il cuore in mano

l’istinto che erompe

la pace insieme al tormento.

Così è

amore universale

nessun diritto di proprietà

nessuna appartenenza

libero

come il vento

-solleva turbini

come le nuvole

-migrano i colori

come i semi

-si disperdono

per fecondare

come gli uccelli

-dispiegano grandi le ali

in un cielo

e terra

infinitamente

confusi.

 


Marzolina 1: il ciclamino

Cosa doniamo

in quest’ultimo

squarcio di anni?

 

Copriamo antiche solitudini

(e rinnovate)

in un lento sfiorare

di dita

su pelli attraversate

da maree

nel loro rapido arrivare

penetrare

arrendersi

e scomparire

prosciugate da nuovi umori.

 

Solleviamo leggerezze

sopite da pesi

sedimentati sulle spalle

ormai stanche e deformi.

 

Intrecciamo mani

nel sostenere corpi

sempre più lievi e scarnificati

essenze di anime

in perenne cambiamento.

 

Racchiudiamo vite

le nostre

quelle donate

quelle ricevute,

restituendo vita

negli universi tutti.

clivia

Marzolina 2: la clivia

Cogliere

senza bruciarsi

il bagliore

che improvviso

e breve

sprigiona nel giorno

prima che si disperda

in mille infinitesimali

puntini

e la vita scorra

come sempre

senza averne assaporato

la bellezza e unicità.