Il blog di Luciana Coén

Archivi categoria: ringraziamento

30dicembre2017 009

 

si chiude il 2017 fra poche ore:

nessun particolare bilancio di un anno intenso vivo complesso.

Solo ricordare due sentimenti  prepotentemente emersi:

Si è rafforzata l’amicizia (senza distinzione di genere);

  si è valorizzata e “usata” la solidarietà e complicità femminile

con le figlie, le amiche, le donne incontrate e conosciute anche solo per breve tempo, quel tempo necessario a sfiorarsi reciprocamente.

Ringrazio chi ho perduto per la presenza donatami finchè non è andato altrove; ringrazio chi con la sua vicinanza mi ha accompagnata oltre la perdita,

permettendomi ancora di guardare  avanti.

Un particolare, forse insolito, ringraziamento, da me lettrice accanita, ai traduttori per il loro importantissimo e complesso lavoro nel riportare nella nostra lingua parole sensi frasi significative pregnanti di scrittori in altro idioma.

La loro capacità e abilità interpretativa  e di riscrittura dei testi  credo sia pari all’abilità di coinvolgimento dell’autore che traducono. Grazie!

A tutti, ma proprio tutti, l’augurio per un sereno intenso luminoso 2018

30dicembre2017 007

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Ho rincorso

le nostre corse

per salite e vicoli

l’aria salmastra

arrivava col maestrale

i capelli ricci al vento

-più leggeri  i nostri passi.

Le risate dei teneri cuori

in tumulto

verso la vita

verso incontri

-plasmavano il futuro

le notti in bianco

tra parole e pomodori

sussurri e anguria

giovani adolescenti

dentro una affettuosa sensualità

sorrisi

scorreva il nostro tempo insieme.

Poi la lontananza

le epistole

attese lette risposte

-i passi appesantiti

hanno portato altrove,

ciascuna per la sua strada.

Eppure, ognuna riposa

dentro l’altra,

faro dell’incipit della vita

dolce calore

depositato nel cuore

affaticato dagli anni

ma sempre vivo

e aperto all’emozione.

Grazie.

alisa


Quando il moto dell’universo si concentra in una individualità diventa ciò che si chiama la volontà1

Dalla narrazione di Mani sul mio corpo. Diario di una malata di cancro al corpo nelle mie mani attraverso l’espressione artistica dei movimenti coreutici; due modi diversi per esprimere emozioni e percezioni corporee. Perchè del movimento delle emozioni rimane memoria nel corpo stesso che è possibile evocare. La performance Mani sul mio corpo ha ri-evocato emozioni, propriocezioni riconducibili a qualsiasi evento stravolga una qualsiasi vita.

Il balletto – in italiano il titolo – presentato a Dresda al Festspielhaus Hellerau (Germania) all’interno di Linie 08 attention, trae spunto dall’omonimo libro. Più scene all’interno di una scenografia ridotta all’essenziale e giocata molto sulle luci che di volta in volta illuminano le ballerine, Therese Wielepp e Elena Cencetti, valorizzando i quadri che creano. Assoli si alternano a movimenti danzati in coppia, in un lasciarsi e ritrovarsi attraverso gli sguardi e i corpi, come nella vita reale, nella concretizzazione del bisogno di relazione di vicinanza e di condivisione anche fisica delle emozioni.

Lo svolgersi della rappresentazione utilizza l’esperienza del cancro come metafora dell’esistenza, quando un qualsiasi evento irrompe nella vita e la stravolge. Così l’inizio della performance è un ballo stile disco dance a due, dove si respira spensieratezza e leggerezza per piombare in un assolo di forte impatto emotivo per l’energia che la danzatrice trasmette allo spettatore, paura e dolore per l’evento avverso. Si alternano figure che rimandano alla malattia, a un intervento chirurgico, alla alterazione della femminilità concepita generalmente come integrità fisica corporea e quindi la menomazione legata ad una asportazione di parti sessualmente caratterizzanti la donna, riduce se non rimuove completamente la femminilità della donna operata, sempre per una visione generale della nostra cultura e società. Giocato sulle mani sul corpo un altro assolo coinvolgente dove la luce concentra l’attenzione sull’espressività dei gesti della ballerina senza aggiunta di altra coreografia se non se stessa, il suo corpo e i movimenti armonici che disegna. La scenografia è scarna, sono presenti solo alcuni oggetti, come reggiseni e protesi, un tavolo che di volta in volta rappresenta un armadio, un tavolo operatorio, una pedana dove le due coreute giocano con se stesse, una sopra e una sotto, in una sincronia e sintonia di movimenti che, non vedendosi, emergono dalla percezione comunque l’una dell’altra, dal palparne la presenza altrui. Apre e chiude la performance la candela, elemento significativo presente nel libro, come simbolo di vita che continua a illuminare il cammino, nonostante gli eventi destabilizzanti. Suggestiva la musica che accompagna ogni quadro in movimento, come il mixage di suoni che simulano un intervento chirurgico o la melodia di Maria Carta durante il primo assolo, fino all’esplosione finale sul survivor – superwoman supereroe – in una danza veloce, vivace e ironica/sarcastica sul concetto di sopravvivenza per le donne che, pur avendo attraversato un cancro, vivono ancora, vitali e nella pienezza della vita, come dimostrano le due ballerine, ambedue intimamente vicine a donne survivor.

Danke schön Therese, grazie Elena.

1Isadora Duncan, Donna è ballo, Ghibli editore 2015, pag. 9

brochure2elena dresda


aria

Apparire sparire

luci ombre

amore dolore:

ogni storia è unica

sfuma poi nell’universale.

Esserci e disperdersi

e ritrovarsi e perdersi

in un incessante

divenire

congiungersi

separarsi

rigenerare,

amare

altri, stessi

ma ancora.

 

A coloro che mi hanno instillato la tensione continua tra quotidiano e spiritualità, nutrendola con la loro presenza fisica e spirituale, anche se sono lontano da me.

Luciano, Rosella, Claudio, Renato, Nadia. Grazie.


altri…anta sono andati…

grazie a mamma e a babbo

grazie alla vita

il primo anno di vita…tanti anta fa

luciana5mesicorretta

luciana10mesicorretta