Il blog di Luciana Coén

ritorno

Le tue mura

mi accolgono

-un soffice dolce abbraccio.

Appena palpabile

la tua odorosa

presenza.

Lasciar andare

Lasciar andare.

Un tempo

le parole

la voce

la presenza

vibravano fin

nelle cellule più nascoste.

Da tempo non è più.

 

Non è tempo

per le emozioni,

le nostre.

 

Un tempo

ormai lontano

ci siamo incamminati

in strade nuove

diverse.

Lasciar andare

nel silenzioso

reciproco rispetto

il nostro tempo,

nuovo tempo

abbraccia ora

le singole vite.

Dedicato ad A.

herbert-list

fotografia di Herbert List dal blog http://www.alessandrasarchi.it/storie_di_corpi/

Con il corpo

parli di un dolore

che non può più

essere taciuto

e cerca casa.

Accoglilo, liberalo

liberando te stessa.

Liberati anche del dolore

che non è tuo,

neanche come persona

-donna-madre-compagna.

Abbi cura di te.

Semplicemente

prenditi cura di te,

solo di te,

per ora,

finchè il tempo

lo addomesticherà

e lo abiterà

nell’antro piumato

del tuo cuore.

la conta dei giorni

conto i giorni

le festività i ricordi gli anniversari

ma

i giorni  contano me

le attese i tempi

i passi fatti

le molteplicità della muta della pelle

i pensieri plasmati e sfumati

gli sguardi persi e quelli fissati all’orizzonte

i tanti colori attraversati nell’iride

i peli caduti

e di nuovo ricresciuti

le rughe approfondite sul volto

i sorrisi smorzati sulle labbra

le emozioni dense appiccicose

ingombranti

e quelle leggere, liberanti.

 

Tutto contano i giorni

e sottraggono e sommano

pareggiando i conti

quello che si può sostenere

in equilibrio i giorni

senza tempo.

 

La mollica di pane

impastata con le dita

briciole di Pollicino

a segnare la strada percorsa,

anche queste contano i giorni

e aggiungono

sulle spalle

i resti del tempo

e dei giorni

a venire.

laborcare journal 19: la Rianimazione…dove il Tempo si è fermato

http://www.laborcare.it/misc/pdf/editoriale_19

 

contributi di colleghi

 

buona lettura!

crepe d’amore

Vivo tra le crepe

dell’amore

 

Attraverso le crepe

degli amori trascorsi

 

Riparo le crepe,

il segno rimane,

qualcuna si incrina

ancora

 

Osservo

le crepe della vita,

mi ricordano

la vita,

che sono stata

e sono viva.

sudore

Tu vedi scendere

la goccia di sudore

dalla fronte?

 

La sento scivolare

lentamente

vicino l’occhio

sdrucciola

nelle rughe del viso

dapprima densa

poi sempre più lieve

arriva intorno alla bocca

lascia una scia

lungo la sua strada

e finisce

riarsa dalla pelle

che la assorbe

e la disidrata completamente

sotto il mento

imbrigliandola

nelle pieghe del collo.

 

E un’altra goccia

scende

e riprende la sua via.

Il lavoro di vivere…